Europa League, Lazio-Salisburgo 4-2: Inzaghi si avvicina alla semifinale

Grande prova dei biancocelesti, che superano gli austriaci con i gol di Lulic, Parolo, Felipe Anderson e Immobile

di CESARE ZANOTTO

Nell'andata dei quarti d'Europa League, una grande Lazio cala il poker sul Salisburgo e si avvicina alla semifinale. All'Olimpico finisce 4-2 per i biancocelesti, che sbloccano la gara all'8' con Lulic ma poi subiscono il pari di Berisha al 30' (rigore). Parolo trova il nuovo vantaggio di tacco (49') prima del 2-2 di Minamino (71'), ma la squadra di Inzaghi reagisce con forza e chiude i conti con F. Anderson (74') e Immobile (76').

LA PARTITA
C'è tutta la Lazio di Simone Inzaghi nella notte dell'Olimpico. C'è il legame di un gruppo granitico, c'è l'esuberanza atletica, c'è la ferocia, c'è la capacità di reazione istantanea, c'è l'intelligenza, c'è la qualità. E, soprattutto, c'è la fame di realizzare qualcosa di importante. La Lazio chiude con un poker un match non semplice, reso ancora più complicato dal pareggio di Berisha al 30', arrivato su un calcio di rigore a dire poco generoso: i biancocelesti si innervosiscono, lo stadio si incendia e il rischio di compromettere il turno diventa con il passare dei minuti sempre più intenso. Ci vuole così la risposta della grande squadra per andare all'assalto del Salisburgo e metterlo sotto con quattro gol che sono un ottimo punto di partenza per il match di ritorno.

E' un ritmo indiavolato quello con cui i biancocelesti si esprimono fino al triplice fischio. Lulic apre le danze al 7' al termine di un'azione da mostrare nelle aule di Coverciano: Immobile allarga a destra per Basta sulla destra, che serve al centro l'altro esterno della Lazio; destro secco e i padroni di casa sono subito avanti. I biancocelesti non hanno alcuna voglia di accontentarsi e sono bravi a insistere, ma al minuto 28 l'arbitro Hategan rischia di indirizzare la gara con una scelta molto discutibile: Dabbur viene involontariamente toccato al volto da Basta durante una normale azione di gioco e cade a terra, l'arbitro lascia proseguire ma dopo diversi secondi - richiamato dall'assistente - ferma il gioco e fischia il calcio di rigore che vale l'1-1 (30'). La Lazio a questo punto è una furia che, sull'onda dell'emotività, perde un po' di ordine prontamente recuperato all'intervallo; tanto che la ripresa è un puro assalto coordinato alla porta del Salisburgo.

Parolo riporta in vantaggio la Lazio con un gol di tacco in pieno stile Hernan Crespo o, se preferite, Roberto Bettega. L'azione è avvolgente e il centrocampista azzurro è straordinario nel raccogliere l'assist di Luis Alberto (49'). La beffa è però dietro l'angolo e porta la firma del giapponese Minamino, entrato da pochi secondi e abile a sfruttare una palla in area nata da un'azione di Dabbur (71'). A questo punto sembra difficile replicare nuovamente, ma è qui che emerge tutta la potenza di una squadra che viaggia a pieno ritmo da nove mesi: Felipe Anderson, entrato al 65' per Luis Alberto, semina il panico al minuto 74: il brasiliano parte da dopo metà campo, salta tre uomini in velocità e chiude l'azione con il gol del 3-2. Ma non è finita, perché nemmeno 120 secondi dopo è Immobile - servito magistralmente da Leiva - a fare esplodere l'Olimpico con il destro che vale il poker. Tra una settimana, in Austria, la più che concreta possibilità di entrare nelle migliori quattro della seconda competizione europea.

LE PAGELLE

Parolo 8 - A tutto campo per 93 minuti, con una condizione atletica mostruosa e un'intelligenza tattica magnifica. Pressa sui due centrali difensivi, pressa sui tre centrocampisti e assiste Immobile in ogni azione offensiva della Lazio, come se fosse la seconda punta. L'inserimento in occasione del gol è da centravanti di razza, il colpo di tacco una finezza per pochissimi.

Felipe Anderson 7,5 - Entra al 65' per cambiare ritmo ed è esattamente quello che accade. Spacca in due la difesa austriaca con lo slalom irresistibile che vale il 3-2, quando accelera è qualcosa di impressionante.

Luis Alberto 7 - Particolarmente ispirato in avvio, quando innesca diverse volte Immobile o gli esterni biancocelesti. Cala nella fase centrale del primo tempo, poi sale nuovamente di giri e serve a Parolo la palla del 2-1.

Milinkovic-Savic 6 - Non è al meglio e si vede. Gioca semplice e sbaglia una buona occasione, la sua presenza comunque si fa sentire in mezzo al campo.

Lulic 6,5 - Spietato quando sblocca il match alla prima palla buona, poi continua a spingere come un missile ed è attento dietro. Cala un po' troppo nella ripresa.

Minamino 6,5 - A segno una manciata di secondi dopo essere entrato in campo, crea qualche difficoltà con la sua rapidità.

Gulbrandsen 4,5 - Cancellato dalla difesa biancoceleste, non fa nulla per rendersi utile.

IL TABELLINO

LAZIO-SALISBURGO 4-2
Lazio (3-5-1-1): Strakosha 6,5; Luiz Felipe 6,5, De Vrij 6, Radu 6; Basta 6 (20' st Patric 6), Parolo 8, Leiva 7, Milinkovic-Savic 6, Lulic 6,5; Luis Alberto 7 (20' st F. Anderson 7,5), Immobile 7,5 (40' st Caicedo sv).
A disp.: Guerrieri, Bastos, Murgia, Nani. All. Inzaghi 8
Salisburgo (4-3-1-2): Walke 5; Lainer 5, Ramalho 4,5, Caleta-Car 4,5, Ulmer 5; Haidara 5,5 (37' st Wolf sv), Samassekou 5,5, Berisha 6; Schlager 6; Dabbur 6, Gulbrandsen 4,5 (20' st Minamino 6,5).
A disp.: Stankovic, Pongracic, Farkas, Leitgeb, Onguéné. All.: Rose 5,5
Arbitro: Hategan (Romania)
Marcatori: 8' Lulic (L), 30' rig. Berisha (S), 4' st Parolo (L), 26' st Minamino (S), 29' st  F. Anderson (L), 31' st Immobile (L)
Ammoniti:
Basta, Lulic, Parolo (L); Schlager (S)
Espulsi: -

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