Real Madrid, il retroscena: Kiko Casilla infuriato quando Zidane schierò suo figlio Lucas

La ricostruzione di un giornalista spagnolo. Il portiere smentisce e minaccia querele

Real Madrid, il retroscena: Kiko Casilla infuriato quando Zidane schierò suo figlio Lucas

Non è un momento semplice per tutto l'ambiente madridista. L'addio improvviso di Zidane ha messo in imbarazzo Florentino Perez, costretto ora a inseguire un allenatore della giusta caratura per guidare i campioni d'Europa. Ma soprattutto perché, giorno dopo giorno, i media spagnoli alimentano voci: sia sui possibili successori di Zizou, sia rivelando dei retroscena che avrebbero composto il puzzle che ha convinto il tecnico francese a dimettersi.

L'ultimo caso riguarda il secondo portiere del Real Madrid, Kiko Casilla. Una situazione che rischia di finire a carte bollate, con lo spagnolo pronto a querelare il giornalista che ha diffuso una notizia nei suoi confronti. Ma ricostruiamo la vicenda.

Ultima giornata della Liga, 19 maggio, una settimana prima della finale di Champions: il Real, già sicuro del terzo posto, affronta il Villarreal in quella che è in tutto e per tutto una partita di fine stagione, senza velleità. Zidane lancia, per la prima volta, facendolo esordire, peraltro da titolare, suo figlio tra i pali del Real Madrid. Lucas Zidane debutta così con la maglia merengue. Un premio e un gesto da papà, per il 20enne che milita nelle giovanili del Real da quando aveva 6 anni.

Il fatto è che, secondo la ricostruzione di Cristobal Soria, giornalista ospite del talk-show El chiringuito de Jugones sulla tv spagnola Mega, Kiko Casilla non avrebbe per nulla preso bene la decisione di Zidane, al punto da scatenarsi contro l'allenatore. Sempre secondo Soria, Casilla è stato trattenuto dai compagni, o comunque il clima negli spogliatoi si è scaldato e non poco. Tra le motiviazioni, secondo il giornalista, anche una possibile clausola: a Casilla sarebbe servito giocare quella partita affinché si attivasse un bonus da 600mila euro nel suo contratto. Insomma, la scelta di Zidane di schierare il figlio anziché il vice di Navas avrebbe causato un piccolo terremoto nello spogliatoio del Real a soli 7 giorni dalla finale con il Liverpool.

Una ricostruzione totalmente smentita da Kiko Casilla, che con un comunicato ha minacciato di querelare il giornalista, esigendo le scuse e la rettifica della notiza: "È assolutamente falso che io abbia protestato riguardo la decisione dell'allenatore, scelta che peraltro era stata condivisa con me nei giorni precedenti al match senza alcun problema. È assolutamente falso che i miei compagni mi abbiano dovuto fermare nel mio tentativo di aggredire il tecnico. Zidane ha sempre avuto un grande rispetto nei miei confronti e il nostro rapporto è sempre stato cordiale e basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco e il mio comportamento è sempre stato questo in tutta la mia carriera. È assolutamente falso che se avessi giocato quella partita avrei ottenuto un bonus nel mio contratto. Chiedo l'immediata rettifica da parte di Cristobal Soria o adirò a vie legali".

Una smentita secca e su ogni punto. Soria si è quindi di nuovo presentato in tv spiegando: "Mi scuso se Casilla si è sentito offeso, ma confermo che due diverse fonti mi hanno confermato quanto avvenuto negli spogliatoi prima del match col Villarreal. Magari non sono venuti alle mani, ma di sicuro qualcosa c'è stato e lo riporto perché mi è stato raccontato da due fonti interne allo spogliatoio". Insomma, una querelle che magari si chiuderà qui ma che spiega come il clima all'interno del Real non fosse proprio così tranquillo. Un segnale in più che spiega l'addio di Zidane.

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