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Europa League, chi sono gli azeri del Qarabag

Gli avversari dell'Inter hanno una tragica storia di guerra alle spalle

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L’Inter affronta in casa gli azeri del Qarabag. Non è la prima volta che i nerazzurri se la vedono con una squadra dell’Azerbaigian: nel 2012 giocò contro il Neftchi Baku. Ma questa è una squadra diversa. Il portiere del Qarabag Sehic invita l’Inter a stare attenta: “abbiamo una squadra a cui portare rispetto”. E ha ragione, a questa squadra va portato rispetto non solo per il calcio che gioca, ma per la storia, tragica, che si porta sulle spalle.

Il Qarabag venne fondato negli anni 50’ nella città azera di Agdam. Nel campionato sovietico dell’Azerbaigian non riesce ad arrivare in vetta, sempre battuta dalle squadre di Baku. Eppure nel 1988 fu il primo club a spodestare le squadre della capitale, conquistando il primo posto nel campionato. Poteva essere l’inizio di una serie, ma, sfortunatamente, non lo fu.

Era il Gennaio 1992. Nel Caucaso iniziava una dura guerra che conquistò poco l’attenzione dei media ed è poco ricordata dai più: il conflitto del Nagorno-Karabakh, che divise Azerbaigian e Armenia, uno dei più sanguinosi scontri seguiti alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. Casus belli: una piccola regione sottoposta a Baku, ma nella quale gli armeni sono la maggioranza. Il Nagorno Karabakh, un’area di 11 mila chilometri quadrati ma poco popolata, è un intrico di popoli, lingue e religioni. Il suo nome, in lingua azera, suona come un epitafio: “Giardino nero”. Gli armeni sono cristiani ortodossi, mentre gli azeri sono mussulmani. Così nel 1993, mentre la guerra divampa, le truppe armene occuparono e poi distruggeranno la città di Agdam, oggi Akna. I 60 mila abitanti, quasi del tutto azeri, devono scappare a Baku, lasciando solo rovine dietro di loro. E, come i propri tifosi, anche il Qarabag diventa esule.

La guerra finisce ma la squadra è senza stadio, senza tifosi e senza soldi. Eppure lo spirito c’è e il Qarabag si mantiene nelle posizioni medie della classifica, disputando anche alcune gare nell’Intertoto e nella coppa Uefa. Senza più uno stadio il team deve giocare a Baku, nell’impianto Olimpico. Ma fuori dall’Azerbaigian il cammino è difficile il Qarabag viene ripetutamente sbattuto fuori dalle competizioni internazionali.

Tutto cambia nel 2008. Nuova la presidenza e arriva un prestigioso allenatore: Gurban Gurbaniov, uno sconosciuto ai più ma in patria, con i 12 gol segnati con l’Azerbaigian, è un vero e proprio eroe. Sotto la sua guida il Qarabag vince una coppa di lega e risale la classifica centrando, nella stagione 2013-14, il suo secondo scudetto.

Anche in Europa le cose vanno meglio: dal 2009 la squadra si porta stabilmente in Europa League, anche se non riesce mai a passare le qualificazioni. Nel 2014, in quanto campione, approda in Champions, ma, dopo aver eliminato i maltesi del Valletta, esce dopo un’ottima prestazione contro il Red Bull Salisburgo. A Testa alta il Qarabag ‘retrocede’ in Europa League, ma questa volta il suo momento è arrivato: elimina il Twente e arriva per la prima volta nella sua storia nei gironi, non sfigurando nella gara iniziale contro i francesi del Saint Etienne (0-0 fuori casa).

Così giovedì il Qarabag arriverà a San Siro, ‘la Scala del calcio’. Per gli azeri essere arrivati alla vetrina dell’Europa League è già una soddisfazione. Ma con una storia e un’identità che li ha fatti andare avanti per vent’anni, ci si può aspettare ancora tanto da questi ragazzi, anche se non hanno più una casa dove tornare.

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Qarabag
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I VOSTRI COMMENTI

sciaguratoEgidio - 02/10/14

finalmente un articolo interessante !! ... forza Qarabag !!!

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ma fatela finita... - 02/10/14

una volta tanto leggiamo qualcosa che va oltre il calcio ma che non sia gossip...bell'articolo!

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