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Presidente Figc: la Serie A resta senza candidato dopo l'ultimo round a Milano

In corsa, al momento, ci sono Gabriele Gravina (Lega Pro), Damiano Tommasi (Aic) e Cosimo Sibilia (Dilettanti)

Presidente Figc: la Serie A resta senza candidato dopo l'ultimo round a Milano

Concluse a Milano le consultazioni fra la commissione ristretta della Lega Serie A e le componenti federali, a due giorni dalla scadenza del termine per le candidature per le elezioni della Federcalcio, da presentare entro il 14 gennaio. La Serie A, come confermato da Carlo Tavecchio, non ha presentato candidature singole e così i candidati ufficiali, al momento, sono Gabriele Gravina (Lega Pro), Damiano Tommasi (Aic) e Cosimo Sibilia (Dilettanti).

TAVECCHIO: "LA LEGA DI A NON HA PRESENTATO CANDIDATURE SINGOLE"

"L'assemblea non si e' pronunciata su una candidatura ne' su una candidatura di appoggio, quindi il discorso e' legato alla scadenza del 14 gennaio e si vedra'". Lo ha confermato il commissario della Lega Serie A, Carlo Tavecchio, dopo la riunione dei club sulle elezioni federali, in cui il presidente della Lazio Lotito ha dichiarato di avere il sostegno necessario di undici club su 20 per correre. "In assemblea - ha aggiunto Tavecchio - non sono state presentate candidature singole. Per la prima volta da un po' di tempo - ha aggiunto Tavecchio - la Lega Serie A si e' fatta promotrice di incontri con le altre componenti per valutare le possibilita', per capire. Tutte le componenti hanno ringraziato per l'invito, hanno aderito e ognuno ha detto la propria a opinione".

DILETTANTI: SIBILIA CANDIDATO PRESIDENTE

I delegati della Lega nazionale dilettanti hanno indicato Cosimo Sibilia quale candidato alla carica di presidente della Figc in vista delle elezioni del 29 gennaio. La decisione di oggi sarà ratificata domani dall'assemblea della Lnd in programma a Roma: "Sono orgoglioso di questa investitura arrivata all'unanimità dalla componente numericamente più significativa della federazione", le parole dell'attuale numero uno della Lega nazionale dilettanti.

LE LEGA PRO CANDIDA GRAVINA

A Firenze questa mattina si è svolta l'assemblea della Lega Pro per indicare il candidato prescelto per la presidenza federale. Scontato l'esito: la Lega Pro ha candidato il suo presidente, ovvero Gabriele Gravina, 64 anni, a capo della Lega Pro da 22 dicembre 2015 e riconfermato il 15 novembre 2016.
"L'assemblea ha votato all'unanimità la mia piattaforma programmatica alla candidatura alla presidenza federale. Da questo momento lavorerò in queste 48 ore per completare questa piattaforma e presentare nei termini la mia candidatura". Così il presidente della Lega Pro Carlo Gravina che aggiunge: "L'unanimità è un motivo d'orgoglio per me, lo è per la Lega a dimostrazione che il lavoro di questi due anni è stato un lavoro di squadra da cui emerge un messaggio fondamentale: quando fai squadra puoi vincere assieme e si vince bene. Spero sia un buon auspicio per il confronto elettorale in federazione". Gravina spiega poi di aver avuto "il piacere di un incontro" con il presidente della Lega dilettanti Cosimo Sibilia: "Abbiamo continuato a parlare dei problemi del calcio - racconta - ma credo che tutto sia legato alla posizione della Lega di serie A. Non sono particolarmente ottimista su alcune indicazioni ma dobbiamo portare avanti, ciascuno di noi, per il proprio ruolo e responsabilità, un percorso che non ci porti a fare un nostro interesse ma l'interesse per il calcio italiano".
Poi l'incontro con la Lega di A. "Da questo incontro emerge una Lega Serie A molto frazionata e che non riesce a fare sintesi", ha detto Gabriele Gravina."Siamo in attesa di riscoprire la capacità di una Lega di esercitare la propria leadership oltre che di annunciarla continuamente", ha aggiunto.

ULIVIERI: "NOI SIAMO ANCORA CON TOMMASI"

E' durato quasi due ore l'incontro fra il presidente dell'Assoallenatori Renzo Ulivieri e la commissione della Lega Serie A. "Noi eravamo contrari a questa crisi al buio, il mondo del calcio non poteva permettersi questo. Ora stiamo qui a cercare una quadra ma sembra difficile con tre candidati", ha dichiarato Ulivieri all'uscita dagli uffici della Lega. Il presidente dell'Assoallenatori ha raccontato la sua risposta alla Commissione su un possibile accordo Lega A-Lega Dilettanti "Noi abbiamo detto che vogliamo vedere prima le persone. La questione è delicata, capire la capacità e l'affidabilità. Poi faremo le nostre valutazioni. Noi siamo ancora con Tommasi, ma guardiamo a quello che succede. Bisognerà vedere i programmi e confrontarsi con gli altri", ha aggiunto.

NICCHI: "TRE CANDIDATI SONO TROPPI"

"La Lega Serie A ha la responsabilità di indicare, se ritiene, un candidato anziché un altro. Se nessuno si esprime, votare con tre candidati è sbagliato. Se invece la Lega Serie A, ascoltati tutti, si fa un'idea e la esprime, può darsi che coaguli tutti". Così il presidente dell'Associazione degli arbitri, Marcello Nicchi, dopo le consultazioni con i rappresentanti della Serie A. "Se si arriva alle elezioni con tre candidati, gli arbitri al primo turno non voteranno - ha annunciato Nicchi -. Se poi se ne scelgono due, può darsi che si converga tutti. Ci vuole un presidente federale forte: per fare le riforme serve la condivisione di tutti. La soluzione va trovata ormai all'interno di queste probabili coalizioni, candidature esterne sono fuori tempo e pericolose. Dopo queste consultazioni, spero che qualcuno faccia un passo avanti e qualcuno un passo indietro".

TOMMASI: "IO CANDIDATO, A MENO CHE..."

"La mia candidatura resta, a meno che non si trovi in queste ore una figura che prenda in mano il programma e lo porti avanti". Lo ha detto Damiano Tommasi a Tutti Convocati su Radio24, prima di arrivare in Lega calcio per incontrare la Lega Serie A in vista delle elezioni federali del 29 gennaio. "Fino all'ultimo ho parlato anche della possibilità di un altro candidato, un uomo del nostro mondo che metta al centro il progetto sportivo", ha aggiunto il numero 1 dell'Assocalciatori. Sul suo programma e la necessità di coinvolgere gli ex calciatori, Tommasi ha detto: "Torniamo a parlare di un progetto sportivo con un input diverso dal passato, ho parlato delle seconde squadre da subito. C'è una barriera culturale verso gli ex calciatori, questo frena tanti miei colleghi a mettersi in gioco nel calcio".

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