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Tavecchio commissario della Lega di A. Malagò: "Sia di breve durata"

La Federcalcio riunita a Roma ha deciso. Alle 13,50 la nomina di Carlo Tavecchio

Tavecchio commissario della Lega di A. Malagò: "Sia di breve durata"

Carlo Tavecchio è stato nominato commissario della Lega di Serie A. Lo ha deciso il Consiglio federale della Figc (di cui Tavecchio è presidente) con voto unanime. Una scelta scontata (Tavecchio era l'unico candidato) per rimettere a posto le cose in Lega incapace di eleggere un suo presidente. Il presidente federale nominerà un jury di esperti per la riforma dello statuto della Lega, e potrebbe nominare due subcommissari.

Tavecchio è il terzo presidente federale che assume anche la carica di commissario della Lega calcio. Era già accaduto con Franco Carraro tra luglio 1977 e maggio 1978 e a Giancarlo Abete nel 2009.
"Tutti abbiamo sperato che si arrivasse all'elezione del presidente della Lega Serie A. Il commissariamento non è un atto di cortesia, è un atto punitivo". Lo dice il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, al termine del consiglio federale. "Oggi il Consiglio ha ribadito in maniera unanime che il commissariamento sta in capo al presidente federale sgomberando ogni ipotesi e mantenendo lo stile della federazione. La Figc è responsabile degli atti e dei fatti che si verificano nella propria federazione".

UVA E NICOLETTI SUBCOMMISSARI

Illustrando come sarà composta la governance provvisoria della Lega, Tavecchio ha quindi spiegato: "In questo momento l'operatività sarà garantita attraverso due subcommissari e commissioni di saggi. Per la parte amministrativa l'indirizzo sarà affidato a Michele Uva (attuale dg della Figc, ndr), mentre sulla parte di natura legale e giuridica mi avvarrò di Paolo Nicoletti, un avvocato già commissario ai tempi di calciopoli e nome condiviso con il Coni". Sulla decisione di commissariare la Lega, il numero uno del calcio italiano ha specificato che "mi assumerò in prima persona tutta la responsabilità di quello che succederà", quanto al consenso della decisione riscosso da Coni e ministero dello Sport ha concluso: "Il presidente del Coni è primo organo vigilante dello sport e non posso considerarlo nemico, lo stesso vale per il ministro dello Sport".

MALAGO': COMMISSARIO... BREVE

"Il commissariamento della Lega deve durare il meno possibile tenendo presente la realtà dei fatti. Difficile dire oggi se tre mesi sono pochi o sei mesi sono tanti, perché sicuramente non aiuta nessuno che si vada per le lunghe. I nodi al pettine sono abbastanza significativi, soprattutto sulle tematiche dei diritti tv. Il prima possibile bisogna risolvere il tema dell'articolo 19 (dello Statuto della Lega, quello che regola la distribuzione delle risorse, ndr)".
Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commentando la decisione di commissariare la Lega di Serie A. "Il Coni - ribadisce Malagò - ribadisce che è completamente estraneo a quelle che sono forme di ingerenza nei confronti di un commissariamento di un'associazione privata. Abbiamo delle nostre opinioni e consigli, ma è una partita che va tutta giocata all'interno della Figc".
Quanto alla scelta della Figc di non candidarsi per la Giunta del Coni in vita del prossimo quadriennio, il capo dello sport italiano specifica: "Oggi la situazione della Giunta è estremamente complessa e competitiva. Non c'è da stupirsi che il calcio non si sia candidato. Anche perché una volta che il calcio si candida sarebbe sbagliato che non poi non fosse eletto. E' una realtà assolutamente realistica e democratica".

CAIRO: UNA NECESSITA'

"Tavecchio commissario della Lega A? E' uno sbocco naturale. E' già successo in passato che quel ruolo lo prendesse il numero uno della Figc. Non è una bella cosa essere arrivati al commissariamento, ma ci sono problemi di governance. Ora facciamo punto e a capo cercando di ripartire organizzando le cose in modo che la Lega Serie A sia più moderna ed al passo con i tempi per non perdere le grandi opportunità che ci sono. Penso ad esempio ai diritti Tv all'estero, dove Liga e Premier sono più avanti di noi". Lo dice il presidente del Torino, Urbano Cairo.

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Calcio

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