Inter: Zanetti, Zenga, Matthäus e Ronaldo nella Hall of Fame

Un poker di grandissimi ex nerazzurri dà il via al club degli eletti

Walter Zenga, Javier Zanetti, Lothar Matthäus e Ronaldo. Un portiere, un difensore, un centrocampista, e un attaccante. Quel che si dice...partire forte. L'Inter, per compilare la lista dei campionissimi, meritevoli di entrare nella Hall of Fame nata anche per celebrare i 110 anni di storia del club, è partita da quattro leggende viventi. Senza dimenticare chi, quei campioni, li aveva presi per far sognare i tifosi: un riconoscimento particolare è stato infatti riservato alla famiglia Moratti che ha scritto pagine di storia nerazzurra con le presidenze di Angelo (1955-1968) e del figlio Massimo (1995-2016).

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Inter.it

Zenga, Ronaldo, Matthaeus e Zanetti

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Javier Zanetti

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Beppe Baresi ed Ernesto Pellegrini

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Gianluca Pagliuca

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Gianfelice Facchetti

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Ronaldo e Gigi Simoni

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Francesco Toldo e Walter Zenga con Enrico Bertolino

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Ronaldo, Gigi Simoni e Matthaeus

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Sandro Mazzola e Lothar Matthaeus

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Javier Zanetti

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Walter Zenga con Filippo Magnini

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Mario Corso

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Ronaldo e Walter Zenga

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Sandro Mazzola

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Ronaldo con Bedy Moratti

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Massimo Moratti con Marco Tronchetti Provera

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Massimo Moratti, Marco Tronchetti Provera e Ronaldo

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Lothar Matthaeus

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Steven Zhang e Ronaldo

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Gianluca Pagliuca e Ronaldo

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Marco Tronchetti Provera e Afef

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Il primo ad essere premiato è stato Walter Zenga. Il portiere (anche) di Italia '90 ha però voluto dividere il premio con Pagliuca e Toldo, altri grandi ex interisti: "Per me il portiere deve essere carismatico ed avere una forza notevole. Il portiere poi è strano, vorrebbe fare 20 parate a partita ma è un controsenso perché vorrebbe dire che la squadra avversaria gioca meglio. Ma fare il portiere dell'Inter per me è un sogno di bambino che si avvera, perché ho fatto tutte le giovanili dell'Inter. Questa è un'emozione unica. Francesco Toldo e Gianluca Pagliuca hanno fatto tanto, hanno onorato la maglia e divido il premio con loro" ha detto l'ex Uomo Ragno.

Come difensore, invece, è stato premiato il capitano del Triplete, Javier Zanetti: "Per me è una grande emozione ricevere questo premio, i lista ci sono nomi come Facchetti, che per me è sempre un punto di riferimento. La storia dell'Inter è fatta di grandissimi difensori, come anche Armando Picchi. Ricevere questo premio è speciale: arrivato da sconosciuto, la famiglia Moratti mi ha adottato e io mi sono innamorato dell'Inter da subito per il lato umano mostrato da questa società. Adesso sono papà di tre figli tutti italiani, questa è la nostra seconda casa. Non c'è cosa più bella di essere tifoso interista, lo sono stato soprattutto nelle difficoltà prima che poi arrivassero le vittorie".

Lothar Matthäus, invece, è stato premiato come miglior interprete del ruolo di centrocampista. "È una cosa speciale, ho giocato 4 anni nell'Inter nel campionato migliore del mondo. Dico grazie a tutti, per me è stato un momento eccezionale. Sono stati gli anni più emozionanti della mia carriera. Ho fatto tutto per vincere all'Inter, avevamo una buona squadra e un grande allenatore, oltre a grandi giocatori, da Bergomi a Berti a Zenga. Quando torno a Milano e a San Siro per vedere la mia squadra giocare sono sempre contento. Sono arrivato in una squadra che funzionava tutta, questo è stato molto importante".

Infine, è stato il turno di Ronaldo. L'attaccante, il Fenomeno. "Ringrazio tutti quelli che hanno votato per me, ma soprattutto mio papà Massimo Moratti e tutta la sua famiglia per avermi portato all'Inter, dove sono diventato un Fenomeno come mi chiamano. Ringrazio anche Marco Tronchetti Provera e la Pirelli. Grazie agli interisti che hanno pianto e gioito insieme a me, e che hanno sofferto nel momento dell'infortunio. Quel periodo mi ha fatto diventare forte, ho scoperto una forza che non sapevo di avere. Non sapevo se avrei recuperato, perciò quel periodo mi ha fatto scoprire una forza interiore molto grande, sono grato per la forza che mi hanno dato". Ronaldo, però, dopo aver riabbracciato anche Gigi Simoni, ha sfruttato l'occasione anche per riocrdare le amarezze del passato. E quel periodo, in cui, parole del Fenomeno, per l'Inter era impossibile vincere a causa di una trama.

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