Due "regine" già in esilio a primavera. Tra Juve e Roma chi rischia di meno?

Con Real-Psg e Chelsea-Barcellona due bocciate sicure. La vita facile del City e l'enigma United-Mou

Due "regine" già in esilio a primavera. Tra Juve e Roma chi rischia di meno?

(r.o.) - Urna diabolica. Perché, fatalmente, due "regine" daranno l'addio alla Champions. Una tra Real Madrid e Paris St Germain, i cannibali e chi ambisce a spodestarli. Un'altra tra Chelsea e Barcellona, a patto che Conte ritrovi il feeling coi suoi Blues, riannonando il filo coi vertici del Pallone e dunque oggi sia da considerare come tale, squadra da prima fila.

Per gli ottavi di primavera, due sfide degne di una finale. Con quel mezzo sorriso da esibire nel made in Italy. Non impossibile (evitiamo l'insidia degli eccessi) il Tottenham per la Juventus, primo impatto ufficiale fra i due club. Allegri guida una corazzata degna di una delle prime quattro poltrone d'Europa. E come tale si comporterà, non abbiamo dubbi.
Nemmeno impossibile lo Shakthar per la Roma, ma senza badare a quel che è appena accaduto al Napoli e nemmeno all'ottavo di finale del 2011, ucraini eversori dei giallorossi. Questa "deve" essere un'altra storia e la Roma, nel girone, ha esibito muscoli, tenacia e tecnica da saper oltrepassare questo e anche altri ostacoli. Il primo esame di maturità europea è alle spalle. Ora, si fissano i paletti dei corsi universitari.

La sorte, pilotata il minimo indispensabile, ha poi dato strada... libera ad altre due favorite. Il Manchester City di Guardiola, al momento la squadra più in palla d'Europa, con gli svizzeri del Basilea, avrà -crediamo- il compito meno disagevole. Il poderoso e fin qui inespresso Bayern se la vedrà coi turchi del Besiktas: per i tedeschi la Champions sta diventando un'ossessione e Jupp Heynckes in panchina è il totem che fissa le speranze. Toccò a lui vincerla alla guida dei bavaresi, nel 2013.

Il Manchester di Mourinho avrà il Siviglia, ma il problema più che con gli avversari spagnoli per lo United è con se stesso, gli stati di estasi e di malinconia sono un'alternanza da decifrare e le ultime scene non sono edificanti. E Porto-Liverpool tocca i vertici e i ricordi della Champions che fu: campioni i portoghesi nel 2004; con Mourinho in panchina; campioni i Reds l'anno dopo con Rafa Benitez contro il Milan di Ancelotti. A loro modo, eventi epocali. O di più.

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