Donnarumma e... i suoi fratelli. Da Maldini a Zebina, da Balo a Icardi: quando il tuo tifoso si arrabbia e contesta

Tanti i casi di giocatori finiti nel mirino dei propri tifosi: alcuni veramente eclatanti!

Donnarumma e... i suoi fratelli. Da Maldini a Zebina, da Balo a Icardi: quando il tuo tifoso si arrabbia e contesta

Premessa: Donnarumma non è il primo e non sarà certo l'ultimo. Di giocatori contestati dai propri tifosi, per ragioni diverse e molteplici, ce ne sono stati tanti. Tanti e in situazioni tra loro spesso non paragonabili: sempre però ha colpito vedere calciatori simbolo, bandiere o aspiranti tali finire nel mirino della contestazione interna. Di casi eclatanti, per quanto riguarda le milanesi ad esempio, vengono in mente quelli di Maldini, Balotelli e Icardi.

Maldini contestato dalla Curva Sud durante il suo giro d'addio alla penultima apparizione in maglia rossonera, l'ultima però nel suo stadio, a San Siro. Una pagina nera del tifo milanista, o per lo meno di una parte di esso, reo di lesa maestà nei confronti di una icona della storia del Milan. Balotelli e Icardi, invece, sono finiti nel mirino della Curva Nord, quella interista: il primo per aver gettato a terra la maglia nerazzurra al termine di Inter-Barcellona, semiifinale di Champions 2010, il secondo per i contrasti post Sassuolo-Inter della stagione 2014/15 e la ricostruzione dei fatti data poi dall'argentino nella sua autobiografia.

A questi, aggiungiamoci poi i contrasti tra Ibrahimovic e gli stessi tifosi nerazzurri (non quelli della Curva Nord, che in quel caso lo difesero) quando nell'ultima stagione interista lo svedese rispose con modi non da educanda ai mormorii provenienti dalle tribune durante il match con la Lazio. O ancora, ricordiamo i casi eclatanti di Storari, che a Cagliari perse la fascia da capitano per dissapori con gli ultras) e Candreva, accusato al suo arrivo alla Lazio di essere romanista. Un rapporto ricucito nel tempo e poi nuovamente sfilacciatosi nell'ultima stagione in biancoceleste. Mettiamoci poi Ljajic alla Fiorentina, con il serbo inviso alla Fiesole e addirittura menato in panchina dal tecnico Delio Rossi, senza dimenticare Zebina che nel 2010, dopo il match con l'Atalanta, si prese un ceffone dagli ultras della Juve.

Questi, insomma, solo alcuni casi di contestazioni intestine. Non certo le sole, come si è detto. Fratture in alcuni casi ricomposte, in altri invece no: se non altro adesso, per capire come finirà con Donnarumma, non bisognerà aspettare molto.

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