Morosini, indagine sui soccorsi
Sei minuti per l'arrivo dell'ambulanza
17/04/12

Da una parte la commozione per l'ultimo saluto al Moro. Dall'altra l'indagine che deve fare chiarezza su quanto successo dal malore all'arrivo dell'ambulanza sul campo del Pescara. Ruota tutto attorno ai 6'24" intercorsi tra un evento e l'altro l'inchiesta della Procura di Pescara, che sta cercando di capire anche se davvero sia stato fatto tutto il possibile per evitare che Morosini morisse. Intanto scoppia un caso attorno al defibrillatore.
Marco De Francesco, il paramedico occorso sul campo di gioco pochi attimi dopo che Morosini crollasse a terra, ha infatti raccontato a Rete8 che il defibrillatore in suo possesso era acceso e pronto all'uso, ma che è stato il medico del Livorno Porcellini, il quale stava assistendo il calciatore, a impedirgli di usarlo. Secondo il paramedico, ''durante il massaggio cardiaco il ragazzo presentava un polso carotideo, e sputava la cannula dell'ambu, quindi era vivo...''. Durante la telefonata il paramedico ha spiegato che secondo lui Morosini mostrava segni di vitalità anche quando è stato messo dentro la ambulanza.
Questa telefonata è stata immediatamente acquisita dagli inquirenti che ora, con ogni probabilità, convocheranno l'uomo per farsi ribadire la sua versione dei fatti. A questo va aggiunto il discorso relativo alla macchina dei vigili che ha impedito all'ambulanza di raggiungere tempestivamente Morosini. Perché era lì? E dove erano i vigili che l'avevano parcheggiata in quel posto? Queste sono in ogni caso solo alcune delle domande che dovranno trovare risposta nei prossimi giorni. Perché quella più importante è relativa allo stato di salute del povero Moro e dovrà rispondere al quesito più terribile: perché è morto così un atleta di 25 anni?
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