Lutto nel calcio: morto Chinaglia

Fatale una crisi cardiaca:aveva 65 anni

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Giorgio Chinaglia (LaPresse)

La Lazio e il mondo del calcio in lutto: all'età di 65 anni è morto Giorgio Chinaglia. L'ex attaccante è deceduto nella sua casa in Florida dopo una crisi cardiaca. Chinaglia era già stato ricoverato e operato venerdì scorso per problemi che sembrava aver superato. Chinaglia, nato a Carrara il 24 gennaio 1947, è stato l'artefice, con 24 gol segnati, del primo storico scudetto della Lazio nel 1974. Poi passò ai Cosmos di New York, dove giocò con Pelé. 

E' finita così una vita del tutto particolare, fatta di successi, polemiche, gol, soldi, amarezze, guai. Una vita spericolata, che tuttavia, alla fine, lascia soprattutto l'attaccante potente, coraggioso, che ha fatto grande una squadra, la Lazio, passata grazie a lui, a un'altra pattuglia di giocatori molto bravi e molto pazzi e a un maestro di vita e di calcio - Tommaso Maestrelli - dall'anonimato semiprovinciale e della Serie B all'inedita, meravigliosa gioia dello scudetto. Erano gli anni '70, anni il cui costume sociale e calcistico fu molto ben rappresentato da quella Lazio e dal suo cannoniere, bollente sette giorni su sette. Dal lunedì al sabato, le polemiche e le liti - anche violente - erano riservate ai compagni di squadra, o a "certi" compagni di squadra, quelli che non appartenevano al suo clan: che alla domenica diventavano suoi fratelli, e i lividi se li beccavano gli avversari, gli arbitri, a volte persino gli allenatori. Ne sapeva qualcosa Ferruccio Valcareggi, c.t. della Nazionale passato alla storia anche per essersi preso il primo "vaffa" in mondovisione della storia del calcio: successe a Monaco, ai mondiali tedeschi, durante la partita con Haiti, entra Anastasi al posto di uno spento Chinaglia: che risponde con un gestaccio poi imitato da tanti negli anni a venire.

Il "sopra le righe" rimase sempre il marchio di fabbrica di Chinaglia. Dal clamoroso passaggio, nel '76, ai Cosmos di New York, dove con Pelé e Beckenbauer diede il via al primo, serio tentativo di impiantare il "soccer" nel paese più ricco del mondo, al ritorno in Italia contrassegnato dall'acquisto della "sua" Lazio, proprio come uno di quegli emigranti che hanno avuto successo e che tornano per dividere la loro fortuna con i propri cari. Non andò bene, e da lì in poi Chinaglia si è reinventato molte volte: in maniera estremamente positiva in televisione, dove è stato uno dei primi e più apprezzati opinionisti e seconde voci dei talk show calcistici e delle telecronache. Meno negli affari, dove è stato coinvolto in situazioni assai poco chiare che lo hanno portato addirittura a essere accusato di contiguità con la camorra e condannato per riciclaggio. Ufficialmente, era latitante, Chinaglia. Ma nessuno, proprio nessuno, aveva voglia di andarselo a prendere e di fargli pagare colpe che tutti sapevano essere molto figlie del suo istinto, della sua perenne sventatezza, la stessa che - sottoforma di coraggio, di potenza, di mancanza totale di paura - gli aveva permesso di essere "Long John", l'ariete spaccaporte e spaccaportieri che poteva vincere da solo qualsiasi partita. Era un uomo di cuore, Giorgio Chinaglia, e non sorprende che alla fine, forse per troppo uso, sia stato proprio quello a dirgli basta.

IL FIGLIO ANTHONY: "HO PROVATO A RIANIMARLO"
Anthony Chinaglia, figlio di Giorgio, conferma la morte del padre e chiarisce qualche dettaglio: ''Mio padre è morto questa mattina intorno alle 9:30. Era stato operato una settimana fa dopo un attacco di cuore. Gli erano stati impiantati 4 stent e l'operazione era andata bene. Era stato rimandato a casa dove sembrava essersi ripreso. Stamattina si era svegliato per prendere una medicina e si era rimesso al letto. Poi sono andato a controllarlo ed ho scoperto che non respirava più. Ho provato a rianimarlo ma non c'è stato niente da fare".

I VOSTRI COMMENTI

minastirith - 02/04/12

@maxshrek non puoi capire perchè è evidente che quel calcio non lo hai vissuto. Esagerato?? forse ma, preferisco versare qualche lacrima per Giorgio Chinaglia che compatire chi fa de un "grande fratello" qualsiasi un icona della propria vita.

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aquila66 - 02/04/12

ti porterò sempre nel mio cuore ciao long john

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gottardi84 - 02/04/12

Giorgio Chinaglia è il grido di battaglia!!!

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maxshrek - 02/04/12

@minastirith, esagerato. Condoglianze.

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VICKYINTERLOVE - 01/04/12

SEI STATO GRANDE ANKE PER IL TUO ESSERE SOPRE LE RIGHE

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minastirith - 01/04/12

Sto piangendo come un bambino addio mio campione non ti dimentichero' mai

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