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Ranieri, aggiustatore nell'intervallo

Nelle ultime 12 gare, 9 cambi a fine primo tempo

CESARE ZANOTTO30/01/12

Ranieri - Lapresse

E' un po' come il giochino del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Il modo in cui lo osservi origina il tuo giudizio o la tua idea su quel determinato avvenimento. Claudio Ranieri è stato soprannominato l'aggiustatore per la grande capacità di prendere una squadra in corsa - in piena difficoltà - e trascinarla fuori dalla crisi in ambienti mai facili. E' successo a Valencia (1997), Parma (2007), Roma (2009) e anche alla Juventus (2007), formazione allenata da inizio stagione ma reduce da un anno in Serie B. Moratti lo chiama all'Inter il 22 settembre 2011 e lui, da semplice aggiustatore, come testimoniato dai numeri diventa l'aggiustatore nell'intervallo.

Ranieri, in campionato, ha guidato l'Inter per 17 partite. Esordisce alla quinta giornata, contro il Bologna, ma dalla decima (Inter-Juventus) accade qualcosa non certo usuale per un allenatore: comincia a eseguire cambi (di giocatori e di modulo) a fine primo tempo, per scelta tattica e non per infortunio. Il tecnico nerazzurro, nelle ultime 12 partite, per 9 volte ha effettuato sostituzioni al termine dei primi 45 minuti. E' successo con Juventus, Genoa, Cagliari, Siena, Udinese, Cesena, Lecce (andata e ritorno) e Lazio. Per tre volte ha inserito Alvarez e Obi, in due casi è toccato a Castaignos e, una volta ciascuno, è stata la volta di Nagatomo, Milito, Cambiasso e Sneijder.

Ingressi che, nella maggior parte delle volte (Genoa, Cagliari, Siena, Cesena, andata col Lecce, Lazio), hanno portato beneficio alla squadra. Le sette vittorie consecutive in campionato, infatti, si spiegavano e si spiegano anche con la grande capacità di Ranieri di leggere le partite in corsa e, di conseguenza, di saper modificare l'assetto della squadra a seconda delle esigenze e degli eventi. Fino al match di domenica pomeriggio, quando a Lecce si è interrotta la straordinaria striscia nerazzurra. Il tecnico romano, al termine del primo tempo, toglie Sneijder e inserisce Alvarez passando dal 4-3-1-2 al 4-4-2. Via l'elemento di maggiore qualità e ritorno al modulo, decisamente più compatto, con cui la Beneamata è risalita in classifica. Scelta discutibile che ha punito Ranieri, tradito dalla sua stessa arma nel momento decisivo della stagione interista.

Sin qui, come detto, i cambi a metà gara gli avevano quasi sempre detto bene. La domanda, allora, sorge spontanea: capacità dell'allenatore nel dare un'impronta decisiva nel corso della partita o incapacità dello stesso nel prepararla prima che cominci? Bicchiere mezzo pieno o bicchiere mezzo vuoto. Il giochino, alla fine, è sempre questo qua.

I VOSTRI COMMENTI

rodan1972 - 31/01/12

ha ragione garante nerazzurro... non abbiamo chi salta l'uomo, tipo eto'o,lavezzi,suarez. con questi che abbiamo non vinciamo niente. non siamo riusciti a fare un gol al lecce che ha la peggior difesa della serie a, ma dai......!!!!!

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caligola69 - 30/01/12

ma di domenica niente commenti?
possibile che si debba aspettare l'ultimo giorno di mercato
per fare acquisti, non erano più utili per la coppa italia e per domenica a lecce guarin e kucka visto che adesso siamo fuori da tutto?
ma moratti ha preso accordi con qualcuno per non vincere nulla quest'anno ? no perchè a saperlo non spendevo i soldi per l'abbonamento tv
perdere con novara e lecce è una vergogna

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fausto08 - 30/01/12

mister ranieri non lasciate partire motta uno errore ci puo stare forza inter

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garanteneroazzurro - 30/01/12

il bicchiere e' TUTTO VUOTO perche' stavolta ci sono 0 punti.che c'entra il modulo se non c'e una punta veloce che ubriaca la difesa? Ieri c'e' stato un super-portiere para-tutto e alcuni sottotono: esempio: Maicon! CI VUOLE GENTE CHE SALTA L"UOMOOOO....lo vogliamo capire? E poi ci si concentra sul caso Sneijder ma sul fatto che con solo Pazzini-Milito,(Zarate: Chi?, Forlan: da 118(sarebbe un'altro miracolo di Ranieri) e Castagnos: Chi?l'attacco non esiste

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