Trap ct della nazionale vaticana

Sfiderà la Guardia di Finanza il 23/10

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Monsignor Gabriele Caccia

Ha fatto la storia del calcio sia da giocatore, sia da allenatore: dal Milan alla Juve, dall'Inter al Bayern, fino all'Irlanda. Giovanni Trapattoni è senza limiti, una fonte inesauribile di sorprese. Ebbene, la prossima squadra che lo vedrà ct a (quasi) tutti gli effetti è nientepopodimenoché la selezione di calcio della Città del Vaticano, non riconosciuta dalla Fifa e dalla Uefa, ma che può vantare una discreta storia sportiva a livello nazionale.

Completa tenuta gialla con inserti bianchi per i match casalinghi, colori esattamente invertiti per le sfide in trasferta: la Nazionale di calcio del Vaticano può vantare già sei incontri internazionali disputati e nessuna sconfitta all'attivo. Ai pareggi per 0-0 maturati contro il Principato di Monaco ed una rappresentativa di San Marino nel 2002, si aggiungono tre acuti contro la Diocesi di Limburg e il trionfo per 5-1, datato 2006, contro gli svizzeri del SV Vollmond. Tuttavia, se la Nazionale in sé non ha una grande tradizione, il piccolo Stato può contare su un campionato, la Clericus Cup, l'equivalente della nostra Serie A, giunto alla sua 38ma edizione. La prima squadra, addirittura, risulta formata nel 1966: si tratta degli Hermes, chiamati così perché molti dei suoi componenti prestavano servizio nel Cortile Ottagono del Museo Pio Clementino, dove c'è la copia della statua di Prassitele raffigurante proprio il mitologico messaggero degli dei.

Ma chi fa parte di queste squadre? Una cosa è certa: i laici sono presenti in gran quantità e sono tutti dipendenti dei dicasteri e degli uffici vaticani. Troviamo calciatori che lavorano alle Poste e ai Musei, che curano i Servizi Tecnici ed Economici, che sono speaker a Radio Vaticana o che fanno parte del Governatorato, senza dimenticare la Gendarmeria e le immancabili Guardie Svizzere. Per non parlare degli ecclesiastici: da Monsignor Fortunato Frezza, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, a Monsignor Gabriele Caccia (nella foto, ndr), già assessore della Segreteria di Stato ed ora Arcivescovo eletto e nunzio apostolico in Libano, fino a don Stefano Occelli, segretario del Cardinale Deskur. "Tre giocatori rocciosi, centrocampisti di quantità con lampi di qualità", come li definisce Sergio Valci, uomo chiave nella storia della Clericus Cup.

La formula del campionato è sempre rimasta abbastanza rigida, anche se, in un paio di casi, si è dovuti ricorrere a qualche correzione: innanzitutto, la Clericus Cup si appoggia sui campi da calcio del vicino Oratorio San Pietro, che giacciono sul territorio italiano. L'innovazione più rilevante, però, riguarda i portieri: i punteggi tennistici dei primi anni, scaturiti probabilmente dalla mancanza di estremi difensori di un certo livello nell'area vaticana, hanno indotto l'organizzazione a permettere ad ogni formazione di ingaggiarne uno di nazionalità straniera. Questa, però, rappresenta l'unica eccezione, come spiega ancora Sergio Valci: "Abbiamo concesso alle squadre di schierare tra i pali un giocatore che può anche non essere dipendente vaticano. Il motivo è presto detto: non in tutti gli uffici c'è uno bravo in porta...".

Ecco il clima che attende Giovanni Trapattoni ed ecco qualche nome su cui potrà puntare: i giocatori più forti, secondo una nostra ricerca, risulterebbero essere Alessandro Quarta dei Musei Vaticani e due gendarmi, Andrea Cinque e Massimo Illuminati. Primo incontro il 23 ottobre contro la selezione della Guardia di Finanza, guidata anch'essa nientepopodimenoché da un ex silurato a livello nazionale: Roberto Donadoni. Insomma, un derby nel derby.


CHRISTIAN PRADELLI

I VOSTRI COMMENTI

LukeCage - 09/10/10

Parlare di Dio per risolvere i problemi di questa vita? CREDO NEL LIBERO ARBITRIO. L'uomo contamina le bellezze di questa vita, lo trovi ovunque a danneggiare, potere, denaro non altro. Gesù Cristo era povero, la chiesa, che dovrebbe testimoniare la realtà del Cristo sulla Terra è ricca, schiaccia il povero oscurando la verità dell'esistenza!!! Signori, vi invito a cercare Dio ovunque ma non nel denaro,non prestigio,nel potere,nella superbia,avidità. Regalatevi la possibilità di essere felici!

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tatopg - 08/10/10

CONTINUA
Inoltre, chi pensa a Dio come la soluzione ad ogni problema è il più ignorante e bigotto degli esseri umani. Dio non è la soluzione, ma una guida. Paulinho992, mi chiedi dov'è Dio? E l'uomo? Dov'è l'uomo? Siamo noi uomini a dover credere di poter migliorare questo mondo, Dio ce l'ha solamente consegnato in mano. Sta a noi e non a Dio capire che si può sempre fare qualcosa di più per migliorarci. (Scusate il divagamento, non c'entra nulla con lo sport, ma era doveroso)

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tatopg - 08/10/10

Concordo perfettamente con jioacchino92.
@paulinho992
Ma se queste sono tutte fesserie, perchè ne parli? Sai, se ragionassi veramente con la tua testa, i fondamenti cristiani sono la base della civiltà moderna, spazzati via da una Chiesa profittatrice e immonda. Io sono credente, ma proprio per questo disprezzo tanti aspetti della Chiesa cattolica, che è l'organizzazione più lontana da Dio che conosca.
CONTINUA

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OCEANSEA77 - 08/10/10

....ostruzionismo scientifico..insomma si potrebbe andare avanti all'infinitO MA IL CALCIO NN CENTRA UN CAXXO.

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OCEANSEA77 - 08/10/10

...poi se la loro casta è formata anche da una squadra di calcio fatti loro.indigniamoci di altro abusi su bambini.omertà caso Claps.patrimoni immobiliari di inestimato valore sparsi ovunque senza darne benefici a chi realmente ne ha bisogno....

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OCEANSEA77 - 08/10/10

personalmente non vedo nulla di male in tutto questo...da piccolo frequentavo l'oratorio giocando a calcio anche a livelli agonistici e mi sono sempre divertito portando con me tantissimi ricordi positivi.Certi commenti in questo caso sono solo frutto di ignoranza in poche parole nn centrano un caxxo.Lo sport unisce da sempre salvando migliaia di persone e la storia e ricca di esempi...

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