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Fisco: c'è il calcio nel mirino

Aperto un tavolo con Figc e Lega

28/01/12

foto LaPresse

In pieno periodo di crisi - con la lotta all'evasione fiscale che si fa sempre più rigida e il livello di tassazione in continuo aumento - il faro del fisco si sposta anche sul calcio, settore di grande rilevanza economica visti gli importi milionari delle cessioni sui quali si applica un'Iva che è ora del 21% e che, presto, salirà al 23%. Secondo quanto riportato dall'Ansa, si è aperto un tavolo tra il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, e i presidenti della Lega, Maurizio Beretta, e della Federcalcio, Giancarlo Abete.

L'obiettivo è quello di verificare preventivamente le modalità di tassazione Iva sulle vendite dei calciatori. Le modalità di applicazione della normativa fiscale per l'acquisto dei giocatori sono da sempre un capitolo complicato. Molte, infatti, sono le "voci" che compongono il costo finale da pagare allo Stato. Talvolta, poi, entrano in campo i complessi meccanismi delle normative tributarie internazionali, diverse da Paese a Paese. A complicare il quadro, infine, è poi il meccanismo di "cessione in compartecipazione". Ed è proprio su questo aspetto che il fisco vorrebbe vederci più chiaro: nella realtà, quella che viene raccontata come la cessione a metà di un calciatore è la sintesi di una vendita al 100% con il diritto di partecipare, per il 50% del valore della cessione, agli ulteriori effetti patrimoniali dovuti alla titolarità del contratto (in pratica al valore della vendita successiva).

Sul tema - secondo indiscrezioni - c'è da parte dell'Agenzia delle Entrate una lettura diversa rispetto alle regole finora seguite in base alle regole della Federcalcio che sarebbero state predisposte anche in base alle indicazioni arrivate dalla Commissione di vigilanza della società di calcio (Covisoc) guidata nel recente passato dal tributarista internazionale Victor Uckmar. La filosofia del confronto, secondo quanto si è appreso, è quello di fare una verifica preventiva che consenta di guidare i club ad applicare la normativa Iva seguendo criteri condivisi. Per le società di calcio è probabile che, in futuro, le nuove modalità non siano a "costo zero", ma comportino un aggravio d'imposizione, anche se ovviamente ogni cessione è un caso a sè.

E' già da alcuni anni che il fisco e il mondo del calcio sono impegnati a garantire e rafforzare l'attività di controllo fiscale delle società e la regolarità dei campionati calcistici. Un protocollo, che prevede un fitto scambio di informazioni, è stato firmato tra Agenzia delle Entrate e Figc lo scorso dicembre e prevede tra l'altro che la Federazione comunichi subito alle Entrate l'elenco delle societa' sportive professionistiche, completo di denominazione societaria e codice fiscale. A sua volta, l'Agenzia delle Entrate è impegnata a fornire alla Federcalcio, entro il prossimo 31 maggio, i risultati dei controlli fatti sulle dichiarazioni dei redditi e su alcuni adempimenti (compreso il pagamento di cartelle esattoriali) relativi ai pagamenti Ires, Irap, Iva e Irpef per i periodi d'imposta 2009 e 2010.

Agli incontri tecnici avrebbe partecipato anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito, che in passato ha ottenuto per la sua società, la Lazio, una rateizzazione da primato per un debito con il fisco italiano.

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