Juve e Liverpool ricordano l'Heysel

Agnelli: "Sala della memoria in stadio"

Heysel, 29 maggio 1985

Silenzio e commozione nella sede della Juventus e nella chiesa Gran Madre di Dio di Torino alla commemorazione dei 25 anni dalla tragedia dell'Heysel. Da Platini a Del Piero, la storia bianconera si è raccolta per non dimenticare il 29 maggio 1985 e le sue 39 vittime. "Nel nuovo stadio ci sarà un luogo per ricordare queste persone, che saranno sempre nei nostri cuori", ha detto Andrea Angelli. E sul sito del Liveropool campeggia: "In memoria e amicizia".

"Ho sempre fatto fatica a sentire mia quella Coppa, anche se i giocatori mi hanno sempre detto che fu partita vera. Assicuro come prioritario l'impegno della Juventus affinché non debbano più succedere tragedie simili. La costruzione di uno stadio sicuro è il primo passo", ha aggiunto il giovane presidente bianconero.

Che poi ricorda quel giorno: "Io avevo 9 anni. Benché fossi tremendamente appassionato, vivevo l'evento come può viverlo un bambino.Vedevo negli occhi dei miei genitori una preoccupazione che non capivo. Vivevo sensazioni miste, tra l'evento e quella che è stata una grande tragedia. Poi ho acquisito la consapevolezza. Una partita di calcio deve essere un evento di gioia all'interno di una sana competizione sportiva. Il nostro impegno è creare le condizioni perché questo avvenga nel nostro nuovo stadio".

PLATINI: "MAI PIU"
Venticinque anni fa Michel Platini era un giocatore nel pieno della carriera, uno dei più grandi campioni del momento, il leader della Juventus e della nazionale francese. Oggi guida l'Uefa e ha rivolto un pensiero a tutti quei tifosi che "per amore della bandiera bianconera e per amore del calcio si sono recati a Bruxelles e non sono mai tornati dalle loro famiglie, alle quali furono strappati in quella maledetta serata dell'Heysel". "Noi giocatori - ha detto Platini - abbiamo vissuto al buio quella serata, per noi quella partita non è mai finita, resterà per sempre nella nostra vita. Nessuno potrà mai cancellarla e i nostri cuori sono con chi ha perso la vita e con le loro famiglie. Oggi non sono più quel calciatore giovane che ero nel 1985, sono il presidente dell'Uefa e la mia responsabilità è che tragedie come quelle non avvengano mai più. E' questo il mio impegno, la sicurezza negli stadi avrà sempre la mia più alta priorità".

ANCHE IL LIVERPOOL RICORDA
"In memoria e amicizia. 29 maggio 1985". Il Liverpool rende omaggio alle 39 vittime dell'Heysel. Il club di Anfield Road dedica la home page del proprio sito alle persone che persero la vita il 29 maggio 1985 allo stadio Heysel di Bruxelles prima della finale della Coppa dei Campioni con la Juventus. Sul sito, vengono ricordati i nomi di tutti i supporters. Sotto la lista, spicca la scritta "Rip" (Rest in peace, Riposino in pace) - You'll never walk alone, che contiene anche il motto dei Reds.

IL RICORDO DI DEL PIERO BAMBINO
"Ventinove maggio 1985, avevo undici anni, me lo ricordo bene". Inizia così l'intenso racconto di Alessandro Del Piero, il ricordo di quella maledetta sera di 25 anni fa. Il capitano della Juventus, sul proprio sito internet, racconta le emozioni provate prima, durante e dopo quella partita che per lui "non è mai iniziata". "La mia squadra deve vincere la Coppa dei Campioni. Questa volta non può sfuggirci, siamo i più forti. Il giorno dopo c'è la scuola ma so che i miei mi faranno fare tardi, tanto non sarei riuscito a dormire. A casa siamo tutti juventini: papà, mamma, mio fratello. La partita l'ho già giocata nel pomeriggio con il mio pallone, e la sera prima di andare a dormire con la mia immaginazione, come sempre interpretando la parte di tutti i giocatori. La fantasia ti fa volare, qualche anno più tardi avrei scoperto che la realtà la può anche superare. E' una di quelle partite di cui parlano tutti, in Veneto poi è pieno di juventini come noi. Eppure Juventus-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni 1984/85 dallo stadio Heysel di Bruxelles, la vediamo con un tifoso dell'Inter: è un collega, caro amico di mio papà, che ci aveva invitato a cena. Una bella occasione per stare insieme e per fare festa, a casa di un amico e non certo di un avversario...".

"Tutto il bello del calcio e della passione per una squadra, per me, sta tutta in quell'attesa - continua il suo racconto Del Piero - . Tutto il brutto, quanto di più drammatico si possa immaginare, sta tutto in quello che è accaduto dopo. Ricordo una cena consumata in pochi minuti per correre a giocare con il figlio degli amici dei miei, prima del calcio d'inizio. Ricordo una partita che non comincia mai, mentre "i grandi" sono a tavola, con gli occhi fissi alla televisione, la voce per me lontana di Bruno Pizzul che rivela a milioni di spettatori quello che sta accadendo. Io sono di là a giocare. Solo più tardi mi spiegheranno, comincerò a capire dove può arrivare la follia, la bestialità, ma anche l'irresponsabilità degli uomini. Torniamo a casa tra il primo e il secondo tempo. La partita era iniziata, poco contava ormai. Ma quale partita. Vinciamo la Coppa, sì. Ma all'Heysel sono morte 39 persone, di cui 32 italiani, juventini che volevano festeggiare, come me e la mia famiglia. Oggi ricorderemo le vittime di quella tragedia. Lo farò non soltanto da giocatore della Juventus, ma da tifoso, da bambino di undici anni che sognava di giocarla, quella finale. Non la dobbiamo mai dimenticare. E in particolar modo noi che abbiamo la fortuna di indossare questa maglia - per un minuto come per una carriera - dobbiamo rivolgere un pensiero a quella partita mai iniziata e a chi per quella partita, per quella passione, per la Juventus, ha perso la vita".

PURSLOW: "RICORDARE, RISPETTARE, RISOLVERE"
Nel giorno della commemorazione, così come avvenuto a Liverpool dove erano presenti per la Juventus Pessotto e Brio, anche a Torino c'era una rappresentanza del Liverpool, il direttore generale Christian Purslow, che ha parlato ai presenti: "E' un onore essere qui oggi in rappresentanza del Liverpool. Sono qui per tre motivi: ricordare, rispettare e risolvere. Per ricordare, con grande tristezza, la tragedia dell'Heysel. Come città e come club esprimiamo il più profondo dolore e la nostra solidarietà. Per rispettare, le vittime, e dire ai loro famigliari che non le dimenticheremo mai. Per risolvere. Purtroppo non si può cambiare il passato, ma per i nostri bambini e nel ricordo di queste anime si può fare qualcosa. Il monumento che abbiamo inaugurato qualche giorno fa ad Anfield Road è un monumento all'amicizia, che vogliamo che duri nel tempo. Il motto del Liverpool è significativo: se si cammina con la speranza nel cuore non si cammina mai da soli".

29 maggio 201019:56

  • Condividi > 
  • Ok Notizie
  • Microsoft Live
  • Delicious
  • Digg
  • Twitter
  • Facebook
  • Google Bookmark
  • Badzu
  • Reddit
  • Technorati
  • Yahoo Bookmark

I VOSTRI COMMENTI

interlele - 30/05/10

ho visto quella partita in tv fu terribile quello che successe mi resto' inpressa una foto un ragazzo teneva tra le braccia il suo amico insangunatoavvolto nella bandiera bianconera e piangendo chiedeva aiuto ............NON SI PUO' MORIRE COSI!!!!!!!!!!!!!! un caloroso abbraccio ai familiari delle vittime

segnala un abuso

blabla222 - 30/05/10

SAPETE COSA MI F PIù SCHIFO? CHE SOTTO UN ARTICOLO CHE PARLA DI UNA STRAGE, CI SONO PERSONE CHE PARLANO DI RESTITUIRE SCIDETTI E COPPE CAMPIONI, INVECE DI COMMEMORARE DELLE VITTIME CHE NON HANNO BANDIERE E COLORI MA SONO SOLO DELLE VITTIME! UN SALUTO A TUTTE LE VITTIME DA UN INTERISTA!

segnala un abuso

J-ALEX82 - 30/05/10

Alle parole di Andrea Agnelli dico;Se veramente ti stavano a cuore quelle persone avreste restituito la Coppa

segnala un abuso

giannakkio - 30/05/10

x elmagnificopostino......nn darti ragione nn significa essere stupiti....in certi argomenti nn concordiamo punti di vista differenti tt qua.........!! e kmq nn potresti mai darmi dello stupito visto che neppure ci conosciamo.......o ci lasciamo trasportare dai pregiudizi??!!

segnala un abuso

interamoreeterno - 29/05/10

A MIO AVVISO LA COPPA NON LA RESTITUIRANNO MAI ED E' SBAGLIATO PURTROPPO SI RAGIONA COSI: LA COPPA E' PIU' IMPORTANTE DI QUELLE POVERE PERSONE, MI DISPIACE TANTO.....LA COSA CI DEVE FAR RIFLETTERE A TUTTI, IN INGHILTERRA SONO CAMBIATI NOI ITALIANI NO, NON POSSIAMO PORTARE I NOSTRI FIGLI O LA FAMIGLIA ALLO STADIO A VEDERE UNA PARTITA DI CALCIO PERCHE' C'E' MOLTO ODIO E VIOLENZA FRA TIFOSERIE, PURTROPPO STIAMO MOLTO INDIETRO...........MAH

segnala un abuso