"Cori razzisti? 3-0 a tavolino"

Da Thuram una proposta-provocazione

Lilien Thuram

Lilian Thuram ha detto addio al calcio, ma non rinuncia a fare sentire la sua voce, da sempre attiva, contro il razzismo dilagante negli stadi. Intervistato da "Avvenire" in occasione dell'uscita del suo primo libro, "Més étoiles noires", ("Le mie stelle nere"), Thuram ribadisce il suo messaggio: ("Razzisti non si nasce, si diventa. E' un problema di cultura") e lancia una provocazione: "Se partono dei cori razzisti, non interrompiamo le partite. Il giorno dopo diamo partita persa alla squadra interessata. Qualche presidente comincerà a riflettere, sono sicuro che a quel punto prenderanno provvedimenti molto rapidi".

L'ex-difensore di Parma e Juventus ricorda gli episodi di cui è stato spesso vittima e stigmatizza fortemente quel coro odioso, "un negro non è italiano", riservato a Mario Balotelli: "Anche a me facevano i "buu-buu" quando sono arrivato al Parma - rammenta - così come a Fabio Cannavaro gridavano "terrone" negli stadi del Nord. Una volta un avversario mi ha detto in faccia "sporco negro", eppure io sono un europeo, un francese. In Francia il primo giocatore di colore in nazionale è stato Raoul Diagne nel 1931, ma la storia francese è fatta di colonie, quella dell'Italia no. E ora immagino che ci sia chi si stupisce che Balotelli e gli altri due giocatori di colore  abbiano giocato insieme nella stessa partita con la vostra nazionale Under 21. È un fatto puramente culturale che ci sta, inaccettabile invece, è il non considerare Balotelli italiano"

Thuram rivela tra l'altro di avere provato a contattare personalmente Balotelli per un incoraggiamento, un consiglio: "Quei cori non devono fargli né caldo né freddo, perché né io né lui siamo delle "scimmie". È quello che avrei voluto dire a Balotelli quando l?ho chiamato per parlargli, ma come molti calciatori famosi, non risponde mai al telefono.... Lui comunque è una vittima del razzismo e sbagliano molti suoi colleghi e lo stesso presidente Moratti a sminuire certi episodi che si sono ripetuti. Per affrontare e superare un problema, bisogna riconoscerne l'esistenza. E ha sbagliato anche la Federcalcio che dopo la gara con il Chievo, in cui Balotelli era stato insultato, non doveva multarlo per la sua reazione, ma avrebbe fatto bene a convocare il ragazzo e a dirgli pubblicamente: guarda, noi siamo dalla tua parte, capiamo che è molto ingiusto quello che ti sta capitando e non possiamo più accettare che queste cose accadano. Ma nessuno l'ha fatto"

18 marzo 201023:47

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I VOSTRI COMMENTI

Ivanilterribile93 - 18/03/10

brigheya SI VEDE che sei prp IGNORANTE ... 1 le colonie le ha avute la potenza mondiale (l'America) che cm ho detto è nata da colonie ed è oggi la potenza + grande
2 fai un confronto del ca--o ... nn c appizza nnt il fallo d mano d henry ....

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campaTeam - 18/03/10

per juppi78
allora spiegami il coro non ci sono negri italiani!non mi pare un coro da gioc antipatico ma razzista!qui mi sa che non capisci nulla e il razzista sei proprio te!prob sei uno dei quei tifosi che cantavano quel coro!COMPLIMENTI!

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thercas - 18/03/10

2) Non è da sottovalutare il gap culturale dell?Italia rispetto ad altri Paesi: da noi sono ancora troppi gli ottusi che non concepiscono che un uomo di colore possa essere loro connazionale. Faccio un esempio: nel nostro campionato di basket i giocatori di colore sono all?ordine del giorno, e nessuno viene insultato. Ma in tanti palazzetti si insultava Myers, ex trascinatore della nostra nazionale, Italiano e nero, persona rispettosa e per bene, al grido di ?non ci sono neg#i italiani??

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thercas - 18/03/10

Secondo me i punti fondamentali sono due:
1)In Italia il razzismo nello sport è sempre esistito, e da sempre viene minimizzato, con l?assurda teoria che nello sport l?insulto ci sta, che sia esso razzista o meno. Lo testimoniano i tanti che affermano ?insulto Balotelli perché è antipatico, che c?entra il razzismo?? Se per insultarlo urlate ?neg#o di mer##a? il razzismo c?entra eccome!!!

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Nosferatu86 - 18/03/10

E i cori contro Pessotto e alle vittime della champions league 85? Nessuno ne parla, ancora oggi questi cori si sentono nei nostri stadi. Ma tutti tacciono...si parla solo di un ragazzino pieno di soldi che si sente offeso da cori non razzisti in quanto non viene citato il suo colore di pelle. Se fosse stato bianco sarebbe stato sulle scatole a tutti lo stesso.

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