Dopo 90 minuti tirati e sofferti anche sul piano fisico, il Milan piega la resistenza del Chievo, vince per 1-0 e si porta a un solo punto di distacco dall'Inter capolista. Eroe della serata rossonera Clarence Seedorf, entrato a 11' dalla fine per Pirlo: grande diagonale al 91'. Prima, un tempo per uno: bene il Chievo nei primi 45' (traversa e gol annullato a Yepes), forcing milanista con molte occasioni nella ripresa. Grave incidente a Beckham.
LA PARTITA
Ci sono tante storie dentro la storia di Milan-Chievo. Quella di Seedorf, quella di Beckham, quella di Leonardo e di Di Carlo che, come all'andata, si vede portare via sotto il naso un risultato positivo che avrebbe meritato. Non c'è, invece, una logica, se non quella tipicamente calcistica che vuole che, se proprio deve essere l'anno buono per una squadra, lo si capisca da eventi che vanno in senso contrario rispetto a quello che si vede in campo. Avere abbrancato i tre punti in una partita del genere, è un segnale chiaro per il Milan, che, in palese difficoltà nel trovare il gol più importante della stagione, si è aggrappato ai suoi campioni di sempre, alla loro immarcescibile voglia di vincere. Gente chiamata Filippo Inzaghi, chiamata Clarence Seedorf, autore, non casualmente, del gol a tempo scaduto che consente al Diavolo di essere lì, a giocarsi uno scudetto impensabile per la logica: giusto per confermare che nel calcio, certe volte, ce n'è molto poca.
La logica che vorrebbe, per esempio, che se si gioca con due esterni molto larghi, la punta centrale venga spalleggiata con gli inserimenti dei centrocampisti o, a seconda del fronte dell'attacco, dal laterale che non sta crossando o suggerendo l'azione. Magari, con i terzini che salgono ad appoggiare, a creare sovrapposizione. Il Milan vedovo di tre dei pochi under 30 a disposizione (Pato, Antonini, Huntelaar: quattordici giocatori rossoneri sui 18 a referto hanno più o meno da tempo abbandonato la decina del venti) passa invece nel primo tempo dal 4-2-fantasia al calcio-balilla. Linee statiche composte da giocatori fissi, lenti, prevedibili, ognuno posizionato sulla sua mattonella. Belle statuine per eccellenza sono in questo senso Ronaldinho e Beckham. Tocchi, tocchetti, "traccianti", peccato che tutto avvenga rigorosamente da fermi. Ambrosini, impegnato tra l'altro a battagliare in mezzo al campo con un Chievo sempre pronto alla ripartenza veloce, non può cantare insieme a Borriello e portare la croce. Da dietro, Abate e Zambrotta (già in crisi dopo un quarto d'ora), non danno notizie di sè. Ne consegue che la squadra di Leonardo, nei primi 48 minuti di gioco, produca un colpo di testa di Borriello su palla ferma e debba ringraziare la buona sorte,che si manifesta prima sottoforma di traversa (colpo di testa sul secondo palo, secondo il solito schema-Rooney, Mantovani maledice le stelle avverse) e quindi assume le sembianze del guardalinee Barbirati, che annulla un gol validissimo di Yepes (tap-in dopo una prodezza di Abbiati su tiro di Pinzi).
Il tributo al fattore C viene però pagato da Abate, che si accascia a terra sull'azione del legno di Mantovani: la prima diagnosi è di un infortunio al ginocchio con possibile interessamento del collaterale. Allegria. Scosso proprio in prossimità della pausa, il Milan della ripresa cerca almeno di spaventare il Chievo, di fare la voce grossa. Il mini-brivido a San Siro lo offre, non casualmente, Ronaldinho, che riesce finalmente a seminare qualche avversario e a colpire un clamoroso palo col solito, irresistibile schema tocchetto-tiro di destro. Leonardo prova ulteriormente il cocktail "blasone and tattica" togliendo Gattuso, ubriaco di corsa e di pasticci e inserendo Inzaghi. Con questa mossa, Beckham è libero di accentrarsi e di risultare più utile in copertura (dove è molto più utile) e di liberare spazio alle incursioni di Oddo, che sostituisce Abate con buon profitto. Il Milan pressa, mette in qualche fase alle corde il Chievo (Inzaghi, solo davanti a Sorrentino, perde l'attimo buono cercando il rigore) e chiaramente corre qualche rischio targato Luciano, incessante nella corsa. Il finale - con Seedorf al posto del mollissimo Pirlo - è a strisce rosse e nere. Ronaldinho ci prova in proprio e via-Beckham, che al primo tentativo di "taglio" si ritrova solo davanti a Sorrentino. E gli spara addosso. Chissà se proprio questo ennesimo sforzo costa a Re David, dopo qualche minuto, l'uscita in lacrime dal campo: si sdraia sulla linea laterale, lo portano via in barella. E' rottura del tendine d'Achille. San Siro non se ne accorge, è troppo impegnata a spingere la squadra, a urlare prima per Inzaghi, argento vivo come ai giorni belli, e infine in maniera liberatoria per Seedorf, che al 91' ricorda a tutti di essere un fuoriclasse: stop, dribbling, palla portata sul destro e scagliata, dal vertice dell'area, nell'angolo opposto. E' il gol del -1, il momento che - mettendo insieme i tanti ingredienti di Milan-Chievo - fa capire al Milan che qualcosa può davvero accadere. A patto di potere ritrovare Pato e tenerselo fino alla fine, a patto di volere provarci sempre fino alla fine come in questa occasione. Perché anche l'illogicità e la fortuna, così volatili, possono distrarsi.
LE PAGELLE
Borriello 6,5 Lui solo, probabilmente anche per motivi di anagrafe, ingaggia la lotta impari contro Mandelli, Yepes e Mantovani. E' uno show di spallate, sportellate, conquista di posizioni e di palloni che poi, una volta conquistati magari a distanza dall'area di rigore, non sa dove dare se non dietro, dove arrivano trotterellando i suoi - teorici - compagni di reparto. Laura Pausini, nota tifosa milanista, avrebbe dedicargli "La solitudine". Poi entra Inzaghi e lui, con grande senso di squadra, gli cede il centro dell'area.
Ronaldinho 6,5 La mobilità è quella di Beckham e anche meno. Ma la differenza himalayana sta nella qualità, nella capacità di vedere la porta o provare a farla vedere a qualcun altro. Nella ripresa, dopo 45 minuti di samba sul posto, capisce finalmente che è l'unico che può portare il "geriatric team" alla vittoria e ci prova: una testata su angolo, il palo che colpisce con la solita fulminea rotazione di caviglia e tiro a giro. Inizia a confezionare anche assist: il più bello viene sprecato da Beckham.
Pirlo 5 Altre cattive notizie per Lippi, già alle prese con gli sfaceli della difesa azzurro-juventina. Il mago Andrea viaggia a metà cilindri e, soprattutto, non riesce più ad accendere gli attaccanti con il suo destro. Ogni tanto pasticcia anche in disimpegno. Manca tanto, troppo, a un Milan che ora ha bisogno anche dei suoi gol e dei suoi assist
Pinzi 6,5 Cerca di fare un favore al Diavolo togliendo di mezzo Beckham (ma il calcio in faccia è involontario), poi gli crea più di un problema giocando con grande continuità tra le linee di centrocampo e attacco. Lotta, cuce, suggerisce (e Mantovani prende la traversa) e tira (e Yepes si vede annullare un gol sulla respinta). Nella ripresa, si sacrifica tanto e manca, forse per lucidità in calo, una buona chance nell'area rossonera.
Luciano 7,5 L'ex-Eriberto dimostra a qualche milanista che a dispetto di una carta d'identità non freschissima (anche se con lui sarebbe meglio non tirare in ballo i documenti...), si può correre tanto dando anche un apporto di qualità. A destra, costringe Zambrotta a rimanere sfiatato già dopo la prima partita giocata da titolare dopo un lungo esilio. Nella ripresa, spaventa Abbiati con un paio di destracci. Il migliore in campo.
Andrea Saronni
IL TABELLINO
MILAN-CHIEVO 1-0
Milan (4-3-1-2): Abbiati 6,5; Abate 5 (46' pt Oddo 6,5), Thiago Silva 6, Favalli 5, Zambrotta 5,5; Gattuso 5,5 (12' st F.Inzaghi 6,5), Pirlo 5 (34' st Seedorf 7), Ambrosini 6; Beckham 5,5, Borriello 6,5, Ronaldinho 6,5. A disp.: Dida, Kaladze, Jankulovski, Flamini. All.: Leonardo.
Chievo (4-4-2): Sorrentino 7; Sardo 6, Mandelli 6 (35' st Morero sv), Yepes 6,5, Mantovani 6,5; Luciano 7,5, Rigoni 6, Marcolini 6,5 (35' st Bentivoglio sv); Pinzi 6,5; De Paula 5,5 (28' st Ariatti 6), Pellissier 6. A disposizione: Squizzi, Morero, Jokic, Bogdani, Granoche. All.: Di Carlo
Marcatori: 46' st Seedorf (M)
Arbitro: Morganti
Ammoniti: Mandelli (C), Rigoni (C), Zambrotta (M), Luciano (C), Pinzi (C)
14 marzo 2010
champ_70 - 15/03/10
Perdazzurri qlcuno di voi ha tenuto presente ke nelle ultime giornate in campionato: 4 pareggi 1 vittoria 1 sconfitta.Anzikè pensare al Milan e Galliani pensate al pagliacc'One ke vi ha arrecato solo danni con la squadra di stranieri ke vi ritrovate.Domani tiferemo x l'unico italiano in campo Carletto facci sognare.MILANXSEMPRE
segnala un abuso
Toperix - 15/03/10
La vera differenza tra Milan ed Inter al momento sta solo nel fatto che al Milan va tutto bene,anche troppo.
segnala un abuso
antonerazzurro - 15/03/10
un altro furtarello, giusto per tenersi allenati...ma sono sviste, tranquilli. gli arbitri possono sbagliare...sempre a vs favore, nelle ultime 3/4 partite...coincidenza
segnala un abuso
cassinello - 15/03/10
Lamentarsi o no penso che per noi interisti oggi l'iportante è che siamo alla vigilia di una grande partita con serie speranze di passare il turno.E a differenza di chi proprio di speranze non ne ha mai avute non cantiamo ai quatro venti l'epica impresa.VERO O FALSO
segnala un abuso
essensteve77 - 15/03/10
detto questo l inter puo' tranquillamente lamentarsi e da sportivo in certe occasioni concordo ma penso che ci siano modi e modi per lamentarsi e quelli scelti dalla societa' Inter e da Mou sono a mio avviso SBAGLIATISSIMI, RIDICOLI E POCO RISPETTOSI sia per i tifosi interisti sia per i tifosi in generale.
segnala un abuso
TOTIROSSONERO - 15/03/10
...snejdermilito,vedo che fai finta di nn ricordare,anche perchè il gol del misfatto a kiev,fù di snejder,mentre milito fece il primo!!!!
segnala un abuso