Una media gol così non l'aveva mai tenuta, mai in tutta la sua carriera da professionista era arrivato al mese di febbraio segnando così tanto. Coi tre gol di domenica, al Napoli, alla squadra della sua città cui l'estate scorsa sembrava essere destinato, Totò Di Natale è salito a quota 16, uno soltanto in meno rispetto al punto massimo raggiunto due stagioni fa a fine campionato. 16 gol in 19 partite giocate, 16 gol sui 26 totali segnati dall'Udinese: fondamentale, dunque, provvidenziale per una squadra pericolosamente a ridosso della zona retrocessione.
Da solo sta tenendo in vita le speranze bianconere, da solo grazie ad uno score che con la tripletta di domenica, la seconda stagionale dopo quella rifilata al Catania, lo ha portato a più due su Diego Milito, più due in quella lotta per il titolo di capocannoniere che a Udine è arrivato soltanto ai tempi di Bierhoff e Amoroso.
In sei stagioni in bianconero - Europa a parte dove a comandare è ancora il Pampa Sosa - Di Natale ha riscritto tutti i record del club friulano: 71 gol in serie A, 11 in Coppa Italia, 8 con la maglia della nazionale. Numeri impressionanti, numeri sicuramente da rivedere e aggiornare da qui a maggio, da qui a una salvezza da puntellare, da qui a un Mondiale da conquistare: buon per De Biasi ma molto bene anche per Lippi, impossibile infatti, ora come ora, con Iaquinta lungo-degente, Toni da rigenerare e Del Piero in crisi d'identità, prescindere da uno come Totò Di Natale.
di Pepe Ferrario
8 febbraio 2010