"Nuovo stadio dell'Inter? Nel 2014"

Viaggio nel mondo degli impianti in Italia

Nicholas Gancikoff, a capo della Sports Investment Group è uno dei leader in Italia nella consulenza ai club per la realizzazione dei nuovi stadi e vanta tra gli altri clienti, Inter, Sampdoria, Genoa, Bologna e Atalanta. Con questi ha dato inizio a progetti che dovrebbero colmare il gap con l'Inghilterra. Ma la domanda è, dottor Gancikoff, a quando? "Con un po' di ottimismo, penso che l'Inter, per fare un esempio, potrebbe inaugurare il nuovo impianto nel 2014".

In Italia si parla tanto in questi ultimi tempi di nuovi stadi: siamo davvero così indietro?
"Intendiamoci, la nostra non è una situazione anomala. Però non c'è dubbio che i dati siano schiaccianti e che se si va avanti così non sarà pensabile competere con gli altri club europei".

Ci faccia qualche esempio
"È una questione di soldi: la Premier League fattura nel complesso 1 miliardo di euro in più della serie A. 600 milioni all'anno in più, soltanto grazie agli stadi. Se, per assurdo si riuscisse a partire domani con tutti i nuovi impianti, ci vorrebbero 5 anni per costruirli: questo significa che la distanza dalla Premier League è già di oltre 3 miliardi di euro. Verosimilmente si riuscirà a partire invece nel giro di 3 anni e così il gap salirà come minimo a 5 miliardi. Quanti giocatori si possono comprare con 5 miliardi?".

Ma se sono tutti d'accordo, che cosa aspettano a farli in Italia?
"La Premier League è stata più lungimirante: negli ultimi 15 anni ha speso quasi 3 miliardi di euro per rinnovare gli stadi. Qui abbiamo sempre badato soltanto alle spese di manutenzione. Per il rinnovo degli impianti, ci ha sempre pensato la mano pubblica. Ora le cose devono cambiare".

Più facile a dirsi che a farsi, non crede?
"È chiaro che di fronte a certe richieste, le amministrazioni locali storcono il naso. Quali richieste? Alcuni dirigenti di società, per costruire uno stadio da 20 mila posti, chiedono in gestione dal comune più di 100 mila metri quadri di area commerciale. In questo modo sperano di ripagarsi l'impianto nuovo con la speculazione edilizia".

E lei possiede la formula magica?
"No, però bisogna considerare che anche lo stadio in sé genera profitti. Se bene integrato con il territorio, tutta l'area acquista maggior valore e si può inserire lo stesso impianto con la metà di metri quadri di area commerciale. Con queste condizioni, conviene anche alle amministrazioni locali. Anche perché, ricordiamo, allo stato attuale, quasi tutti gli stadi sono in perdita".

E se ne sono accorte che conviene?
"A Milano, Bergamo, Genova, abbiamo trovato amministrazioni molto disponibili e interessate al progetto. A Milano per l'Inter, poi, stiamo progettando qualcosa di mai visto: un vero e proprio polo dell'intrattenimento".

Francesco Vecchi

Quest'intervista apre la rubrica "$peciale Stadi" di Sportmediaset, che si concluderà proprio con un focus sui nuovi progetti di Inter, Sampdoria, Genoa e Atalanta.

Nelle prossime puntate:
- Emirates Stadium (Arsenal)
- Amsterdam Arena (Ajax)
- Ricoh Arena (Coventry)
- Allianz Arena (Bayern)
- Old Trafford e Stamford Bridge (Manchester United, Chelsea)
- Estadio da Luz (Benfica)
- Bernabeu e Nou Camp (Real Madrid, Barcellona)

9 luglio 200913:01

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