I segreti di un successo

Ecco perché Roma è da Champions

Un po' il grande spettacolo di Roma imperiale, un po' anche il fatto di non vedere militari fuori dallo stadio con i fucili puntati: insomma, si può tranquillamente dire che l'ultima edizione della finale di Champions League sia stata sicuramente più bella e meglio organizzata delle precedenti. Successo attestato anche dagli elogi del quotidiano inglese 'Guardian', che ha proposto di fare dello stadio Olimpico la casa permanente delle finali di Champions.

L'organizzazione. Al vertice di tutto ci sono Ministero degli Interni e Figc (con Demetrio Albertini in prima linea). Gli incontri per organizzare l'evento sono cominciati all'indomani della finale di Mosca 2008 e hanno coinvolto Comune di Roma, Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Aeroporti di Roma. Il paese ospitante, in questi casi, è responsabile della sicurezza, della viabilità e della vendita dei biglietti. Per tutto questo, la Figc riceve dalla Uefa un contributo di circa 5 milioni di euro. La cerimonia di inizio partita, la premiazione e tutto il resto cadono sotto la regia diretta della Uefa, ma il coinvolgimento di Bocelli è un successo del comitato italiano.

Una volta al mese e una volta ogni 15 giorni negli ultimi 3 mesi, gli emissari Uefa vengono a controllare ogni dettaglio dell'organizzazione. Persino i bicchierini del catering, rivela, sorridente, uno dei 120 uomini che la Figc ha impiegato per l'evento. Tra questi, Stefano Filucchi e Roberto Massucci erano stati scelti come responsabili per la sicurezza. Il giorno della finale, sono stati schierati circa 5000 unità tra agenti di polizia, carabinieri e vigili urbani. All'interno dello stadio poi, sono stati utilizzati 1000 steward di una società privata, che ha vinto la gara d'appalto indetta dalla Figc per 200mila euro.

La vendita dei biglietti è stata gestita insieme a Lottomatica. Per la prima volta, l'Uefa ha adottato il biglietto nominale e ha approvato l'introduzione della carta unica del tifoso: una tessera valida, oltre che per l'ingresso allo stadio, anche per i mezzi pubblici e per i principali musei. Si calcola che sui mezzi pubblici le card siano state utilizzate ben 45mila volte. Grazie alla carta del tifoso inoltre, il numero delle contraffazioni, ha segnato il minimo storico: 20 in totale, su 70 mila posti. Per la prima volta in Italia infine, sono state eliminate le barriere dello stadio Olimpico e i separatori tra campo e tribune. La sera della partita non è stato registrato nemmeno un incidente. Il progetto è quello di non rimettere più i separatori: chissà che non sia una buona occasione per scoprirci più civili di quello che pensiamo.

Francesco Vecchi

29 maggio 2009

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