"Lo scudetto è andato alla squadra più forte, cioè noi". José Mourinho non ha dubbi: l'Inter ha vinto perché "in campionato vince sempre la migliore e l'ho sempre detto anche quando non ho vinto". Giù il cappello, quindi, davanti al tecnico portoghese che, spiega, ha vinto "al primo colpo anche se Milan e Juve erano meglio di un anno fa". Resta l'amaro per la Champions: "Manchester e Barcellona sono in finale perché hanno una rosa migliore".
Nell'ora della festa Mourinho non si risparmia nulla. L'autocelebrazione: "Vincere al primo anno non era facile: non a caso noi allenatori diciamo sempre che ci vuole tempo. E' una soddisfazione e da unico tecnico straniero su venti in Italia ancora di più. Con questo sono cinque titoli in tre paesi diversi: Trapattoni c'era riuscito in quattro, ma essere campione in due su tre dei più importanti campionati d'Europa finora era riuscito solo a Capello. E io ho ancora vent'anni per lavorare".
Ringraziamenti assortiti: "In questi momenti mi piace essere equilibrato. Essere felice con la felicità degli altri. E ringraziare tutti: staff tecnico, magazzinieri, la signora delle pulizie, chi lavora nell'ombra, anche i giocatori che oggi non sono qua, Adriano e Quaresma".
E un po' di sana umiltà: "Nella storia dell'Inter tanti altri hanno fatto meglio di me e io conosco il calcio, so che senza risultati non c'è questa passione e dunque devo lavorare così per restare nel cuore di questa gente...".
Resta il tempo per il Mou pensiero: "E' stata una maratona, perché un campionato è questo. Il maratoneta psicologicamente è un mostro, perparato ad andare fino al limite: tatticamente è furbo, perché conosce gli avversari e sa qual è il momento giusto per attaccare o controllare. Sa essere disciplinato".
E per una piccola frecciatina a Moratti in tema Champions League: "C'è una differenza di qualità e quantità tra la nostra rosa e quella di Manchester e Barcellona, e questo gli ha consentito di andare avanti anche in Champions: se noi avessimo scavalcato l'ostacolo degli ottavi e magari anche dei quarti, avremmo rischiato di non vincere né Champions né scudetto. Quest'anno non c'erano le condizioni per vincere la Champions e questo l'ho capito a stagione iniziata, perché i giocatori li conosci davvero solo quando li alleni. Per provare a prenderla dobbiamo migliorare e per questo non riesco a immaginare per l'anno prossimo un'Inter senza Ibrahimovic e i giocatori più importanti. Servono semmai 3-4 acquisti per equilibrare la squadra". E diventare anche il tecnico capace di riportare l'Inter in cima all'Europa.
17 maggio 2009