La stagione che si avvia alla conclusione, il recupero dall'infortunio che lo ha tenuto fermo tanti mesi, il futuro di Ancelotti e quello del Milan. Gennaro Gattuso si confessa a tutto campo in una lunga intervista, concessa in esclusiva a Sport Mediaset e raccolta da Carlo Pellegatti. Con un unico filo conduttore: "Vogliamo tornare grandi, tornare a quei livelli ai quali eravamo abituati. La società è con noi, sa come fare".
ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERVISTA
Rino, innanzitutto, come stai? Riuscirai a disputare il finale di stagione?
"Lo spero, ma devo essere cauto. Sono contento di riuscire a svolgere il lavoro fisico con poco fastidio. Questo è molto importante".
Come hai vissuto questo periodo così difficile della tua carriera sul piano fisico?
"Devo dire che pensavo fosse più semplice. Quando il ginocchio fa male è dura, però l'ho presa bene. Mia moglie forse un po' meno, non sono mai a casa. Ce la sto mettendo tutta, mi manca un po' di riposo. Riposavo di più quando giocavo regolarmente".
Come mai ci si infortuna così tanto? Non è solo il Milan, anche Roma e Juventus...
"Penso che la preparazione di una volta non si faccia più. Ci si allenava per un mese, un mese e mezzo, con pochissime partite. Oggi dopo 4-5 giorni si partecipa già a tornei contro grandissime squadre. Forse le società potrebbero rispondermi che gli stipendi una volta non erano quelli di oggi, quando si disputano queste amichevoli di lusso il gettone di partecipazione è molto alto, però è certo che la preparazione non si fa più, si gioca subito".
In tema di stipendi hai gettato un sasso importante parlando di disponibilità ad una riduzione, visto il momento. Ci sono state tante reazioni, che ne pensi?
"Penso che sarei ipocrita a credere che tutti debbano essere d'accordo con me, quella è semplicemente una mia opinione. La crisi c'è e si tocca con mano, in tutto il mondo. Non è giusto far finta di niente".
Veniamo al Milan. Fra gli ultimi questo forse è l'anno più grigio. Perché?
"Quest'anno c'è stato il problema degli infortuni, però negli ultimi anni non siamo stati competitivi per vincere lo scudetto. E' un rammarico nostro e dei nostri tifosi e non solo perché sta vincendo l'Inter. Dobbiamo arrabbiarci perché siamo il Milan e dobbiamo tornare ad essere competitivi e non arrivare a 2-3 mesi dalla fine ad essere già fuori dai giochi".
Manca un po' di ferocia, un po' di 'fame'? La pensi così?
"In Italia le ultime due squadre ad aver vinto scudetti sono due squadre molto simili, cioè la Juve di Capello e l'Inter di Mancini e Mourinho. Sono due squadre fortissime fisicamente, con quanta qualità e tanto fisico. Guarda caso l'Inter ha preso Ibra, difensori forti fisicamente, e riesce a portare spesso a casa il risultato anche quando gioca male. Credo che la differenza sia questa".
Quindi il Milan, che non ha queste caratteristiche, farà sempre fatica?
"Quest'anno innanzitutto ci è mancato un giocatore come Borriello. C'è stato un periodo in cui abbiamo infilato una serie di vittorie dimostrando di essere compatti e riuscendo a non prendere gol. La ferocia per me è quella, è nella testa. Perché se ci sono queste componenti, con la qualità che abbiamo, poi il gol arriva".
Tu nomini Borriello, ma bisogna aggiungere anche Gattuso...
"Sì per Borriello in alcune partite riusciva a recuperare palla anche quando giocavamo male, facendo salire la squadra. E questo senza nulla togliere ai nostri attaccanti, che hanno caratteristiche diverse. Credo che con tutti questi accorgimenti potremo tornare ad essere competitivi al massimo livello".
Perché è utile che Ancelotti non vada via o perché sarebbe utile che Ancelotti andasse via?
"E' un periodo che se ne parla tanto, ma il mister ha un contratto fino al 2010 e la società ha voglia di proseguire. Se negli ultimi anni questa squadra ha vinto tanto è perché c'era Ancelotti in panchina, è un allenatore che riesce a prendere sempre il meglio dai suoi giocatori e la squadra sta con lui".
E il discorso che riguarda l'abitudine agli stessi allenamenti? Si dice anche questo...
"E' chiaro che quando i risultati non arrivano ci si attacca a tutto, forse è giusto così, però ricordiamoci che l'anno scorso siamo diventati campioni del Mondo, abbiamo vinto la Supercoppa Europea contro il Siviglia e la Champions League nel 2007. E' ovvio, siamo abituati bene".
Per quanto riguarda i nomi per la campagna acquisti, Thiago Silva a parte, di cui si dice molto bene, serve fisicità nel reparto arretrato, visto anche l'addio di Maldini?
"Innanzitutto servono buoni giocatori, giocatori di Milan, capaci anche di reggere alla pressione".
In questo senso, Gourcuff ha detto che gli piacerebbe molto tornare al Milan. Come vedi un suo eventuale ritorno?
"E' sempre stato un grande giocatore, le doti le ha sempre avute. Se torna ha tutte le caratteristiche per essere un giocatore importante. Per essere leader, deve sentirselo dentro. Nessuno ti può aiutare in questo. L'anno scorso ha avuto tante occasione, molte volte ha giocato bene, in altre occasioni non si è fatto trovare pronto. Per imporsi nel Milan deve riuscire a farsi a trovare pronto".
Cosa ne pensi di Mourinho e delle sue ultime 'uscite' e del fatto che mette il naso in casa d'altri?
"Ho ordini dalla società di non parlare dell'Inter, però posso dire che stimo Mourinho, penso sia un giocatore che ha fatto bene al calcio italiano. E' una persona molto intelligente, non ha peli sulla lingua, per questo a volte può dire cose belle e a volte può dire cose sgradite".
Sei ottimista sul futuro del Milan? E se sì, perché?
"Fin quando cè Berlusconi, e quindi Galliani, sono ottimista. E' un presidente abituato a guardare avanti, la società farà la squadra per tornare ad essere competitivi".
Che Gattuso sarà dopo questo otto mesi ai box?
"Spero che alla fine non siano otto mesi, spero di tornare prima. Sono passati cento giorni dall'operazione, spero di poter disputare qualche spezzone nelle ultime due partite di campionato".
E il prossimo anno?
"Spero quello di quest'anno, avevo raggiunto una certa maturità, facevo meno fatica, correvo il giusto, senza arrivare a fine partita stremato. Voglio ripartire da lì. Faccio parte di una grande società, vogliamo tornare a quei livelli a cui siamo abituati".
Quanto ti manca la Champions League e chi la vincerà secondo te?
"Tutti dicono Manchester e Barcellona, ma il Liverpool è una squadra molto tosta. Noi abbiamo fatto due finali contro di loro e forse quella che abbiamo giocato meglio l'abbiamo persa. Forse è successa la stessa cosa anche a loro".
Ti manca la musichetta della Champions?
"Più che la musica il tappeto rosso, dagli ottavi in poi. Ha più sapore, così come l'inno nazionale, perché se indossi la maglia azzurra vuol dire che sei ancora un giocatore importante, mentre il tappeto rosso in Champions sta a significare che hai già superato qualche ostacolo significativo e piano piano stai entrando nella storia. Poi, per carità, può anche succedere di uscire ai quarti, come è successo a noi".
25 marzo 2009