Abramovich, che botta: -18 miliardi

La crisi colpisce il patron del Chelsea

La grande crisi economica che sta attanagliando tutto il mondo mette all'angolo, per quanto possibile, Roman Abramovich. Il tycoon russo munifico patron del Chelsea ha subito durissime perdite alla borsa di Mosca negli ultimi giorni stimabili nell'astronomica cifra di 12 miliardi di sterline, pari a circa 18 miliardi di euro. A trascinare in basso Abramovich sono stati i crolli nei listini di due compagnie di sua proprietà.

Il petrolio, in questo caso non c'entra: il flop viene dalle acciaierie Evraz e dalla Highland Gold, una compagnia mineraria.

Il tutto è successo appena dopo l'acquisto, segnalato dalla stampa di tutto il mondo, di un incredibile super-yacht dotato persino di sistema anti-missile costato ad Abramovich la sciocchezza di 200 milioni di euro, cifra da Guinness dei primati per quanto riguarda le imbarcazioni. Super-accessoriato di tutto, ma non della possibilità di evitare lo schiaffo della recessione, pesante e doloroso anche per uno come Roman.
 
Ora, il mondo del calcio attende di vedere se la scossa tellurica del portafoglio del tycoon moscovita provocherà uno tsunami nella gestione del Chelsea. Il presidente dei "Blues", Bruce Buck, ha dichiarato nei giorni scorsi che la vendita di giocatori anche importanti, vista la situazione, non è più un'utopia.

E se Atene (leggi Chelsea) piange, Sparta (inteso come gli altri club londinesi) non ride: il West Ham, di proprietà del magnate islandese Gudmundsson, è a rischio vendita dopo che quest'ultimo ha perso 230 milioni di sterline, pari a quasi 350 milioni di euro, così come il connazionale di Abramovich Alisher Usmanov, azionista importante dell'Arsenal, è andato sotto di 10 miliardi di euro. L'onda lunga della crisi rischia di portarsi via anche il mondo perfetto della Premier League.

11 ottobre 2008

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