"Il mio Cluji punta alla Uefa"

Intervista al preparatore atletico italiano dei romeni

di Alessandro Pintimalli

La Roma è stata inserita nel girone A di Champions League, dove dovrà vedersela con Chelsea, Bordeaux e i rumeni del Cluji. Blues e Girondini non hanno certo bisogno di presentazioni. Sconosciuta ai più la formazione rumena, capace di vincere campionato e coppa nazionale, contro ogni pronostico. Cluji è una piccola cittadina di origine mediovale della Transilvania, il cui centro testimonia la storia e la cultura che questo posto può vantare.

Soltanto sei anni fa, la squadra militava nella terza divisione. Quindi l'ingresso in società del giovane imprenditore Arpad Paszkany e l'escalation verso il massimo campionato, con il doppio trionfo ottenuto la scorsa stagione. Il Cluji ha il merito di aver portato il titolo di campione di Romania fuori dalla capitale dopo diciasette anni. L'ultima formazione non di Bucarest a vincere il titolo fu l'Universitatea Craiova nel 1991.

L'allenatore è Ioan Andone, che per far correre i suoi giocatori si affida al lavoro di Paolo Potocnik, preparatore atletico genovese, con esperienze da calciatore in diverse formazioni dell'Eccellenza ligure: su tutte Loanesi e Pontedecimo.

Signor Potocnik, il Cluji è capitato in un girone di ferro. Come avete reagito al sorteggio?
"Sinceramente penso che un girone o l'altro avrebbe fatto poca differenza. Per noi sarà già fantastico poter scendere in campo a Stamford Bridge con il Chelsea e all'Olimpico con la Roma. Noi siamo la Cenerentola del girone, però cercheremo di non fare brutta figura e poi nel calcio non si può mai sapere: già il terzo posto, che dà accesso alla Coppa Uefa sarebbe un ottimo risultato. La speranza è che qualcuno ci sottovaluti".

Sotto sotto, quindi ci credete?
"Dobbiamo essere obiettivi. Abbiamo pochissime possibilità di passare il girone: basti pensare che con il solo ingaggio percepito da Drogba al Chelsea, il Cluji paga l'intero organico. A ogni modo, ci godremo questo prestigioso palcoscenico, cercando di fare del nostro meglio".

Tornando alla tua esperienza, ci racconti come è avvenuto il passaggio da Genova, dove giocava in Eccellenza, al Cluji?
"Sono stato contattato da Marco Oneto, ex preparatore atletico del Genoa e da cinque anni ormai al servizio della Dinamo Bucarest. In un primo momento, rifiutai: avevo ancora voglia di giocare, inoltre era mancato mio papà da pochi mesi e non avevo voglia di lasciare Genova. Nel frattempo, Diego Longo andò a lavorare per il Rapid Bucarest. Arrivò la seconda chiamata nel 2006, mi ero infortunato ai legamenti del ginocchio e pensai bene di non farmi scappare questa seconda chance".

Dopo l'esperienza al Rapid Bucarest, il passaggio al Cluji?
"Esattamente. Un anno al Rapid e poi due anni fa l'offerta di lavorare in Transilvania. Un anno di assestamento, con partecipazione alla Coppa Uefa, quindi l'exploit dello scorso anno, con la vittoria del titolo avvenuta all'ultima giornata: una gioia incredibile".

Com'è stato il suo ambientamento in Romania?
"Mi sono adattato bene, Cluji è una cittadina tranquilla: si vive bene. La lingua non è molto differente dalla nostra, derivando dallo stesso ceppo latino. Tuttavia durante gli allenamenti parlo poco il rumeno: soltanto sei giocatori sono di nazionalità rumena, mentre sono numerosi gli argentini, i portoghesi e i brasiliani. Siamo come l'Inter".

A proposito di Inter, nella rosa c'è anche un nerazzurro: Sixto Peralta, passato dalla Pinetina come una meteora?
"Sixto è un buon giocatore. L'anno scorso ha fatto bene, risultando uno dei punti di forza della squadra. In Italia, arrivò molto giovane e forse in una realtà troppo importante".

Ha riscontrato diffenrenze nel metodo di lavoro?
"Il livello del calcio rumeno è abbastanza alto. Senza dubbio si lavora molto meno a livello tattico, rispetto all'Italia. Facciamo due volte doppio allenamento: al martedì e al giovedì, mentre da noi siamo abituati a fare un solo doppio allenamento al mercoledì, tuttavia diciamo che non ho dovuto stravolgere i metodi di lavoro, ho solo portato degli accorgimenti".

Per concludere, una battuta sulle squadre genovesi?
"Seguo tutto, anche dalla Romania. Genoa e Samp si sono mosse bene sul mercato e credo che potranno fare bene: la Sampdoria potrà ripetere quanto di buono fatto vedere lo scorso anno e il Genoa, a mio avviso, può ambire alla zona Uefa".

30 agosto 2008

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