Nowitzki omaggia Bryant: "Il Michael Jordan della nostra generazione"

Il tedesco dei Dallas Mavericks: "È stato il finale perfetto per una carriera incredibile"

di LUCIANO CREMONA

Bryant-Nowitzki, Ansa Foto

Ha appena trascinato i Mavericks ai playoff per la 15esima volta nelle ultime 16 stagioni, ha superato Shaq nella classifica dei miglior realizzatori dell'Nba. Eppure anche un gigante come Dirk Nowitzki è costretto a inchinarsi di fronte all'addio al basket di Kobe Bryant. "È stato il Michael Jordan della nostra generazione. Nessuno avrà un addio come il suo. È stato un grande giocatore e un grande uomo, l'ambasciatore perfetto per il nostro sport. Sono felice di averlo visto giocare e di averlo affrontato. Ha lavorato tanto, ha dedicato tutto se stesso a questo sport. Il finale della scorsa notte è stato perfetto, un finale da film per una carriera incredibile".

Nowitzki è intervenuto in una call conference con i giornalisti di tutto il mondo. Non solo l'omaggio a Bryant nelle parole del tedesco, ma anche tanti applausi per il record di Golden State.

Dirk, ti aspetti un addio come quello che ha avuto Kobe quando ti ritirerai?
"Impossibile, nessuno avrà mai un addio come il suo. Kobe ha dato tanto, tantissimo. Non solo ai Lakers, ma al basket internazionale. È stato il Michael Jordan della nostra generazione. È stato completo, decisivo. La sua è stata una carriera incredibile".

Ma cosa farai una volta terminata la tua carriera? Tornerai in Europa?
"Ho ancora un po' da giocare qui (ha un contratto anche per la prossima stagione, ndr). Quando mi ritirerò, mi siederò ad un tavolo con la federazione tedesca e decideremo cosa fare. Decideremo quale contributo potrò dare. Di sicuro continuerò a lavorare con le mie fondazioni, in America e in Europa, ma vorrò anche godermi la famiglia e i miei figli".

Intanto però con i tuoi Mavericks hai raggiunto di nuovo i playoff...
"È stata una stagione strana, fatta di tanti su e giù e condizionata anche dagli infortuni. Per fortuna abbiamo inanellato una grande serie finale di partite che ci ha consentito di qualificarci ai playoff. Incontreremo i Thunder: sono una grande squadra, sarà bello lottare".

Qualche settimana fa eravate praticamente fuori, poi è successo qualcosa, cosa è scattato?
"Tra la partita coi Kings e quella contro Denver ci siamo riuniti con tutta la squadra e ci siamo guardati in faccia. Ci siamo detti: 'Ora o mai più'. Ci siamo imposti di migliorare, tutti, a livello individuale e di squadra. Abbiamo iniziato a combattere, abbiamo fatto un filotto incredibile e ora siamo qui".

Il livello dell'Nba sembra crescere ogni anno. È la stagione più difficile di sempre?
"La lega diventa migliore ogni anno, è davvero dura vincere. Basti vedere il record dei Warriors. Ci sono giocatori incredibili, tanto talento, è davvero divertente e stimolante giocare".

Ecco, il record di Golden State...
"Hanno dei tiratori incredibili, Curry e Thompson sono eccezionali e il resto della squadra è super: sono completi in ogni aspetto del gioco. Sono fortissimi, sono contento per loro. Mai avremmo pensato che il record dei Bulls potesse cadere. Golden State ha perso solo 9 partite in tutta la stagione, penso che questo record non verrà più battuto".

Quale sarà il tuo ruolo nel futuro immediato con i Mavericks?
"Come team-leader devo semplicemente dare il meglio per aiutare la squadra a vincere. Se finirò in panchina per dare spazio a giocatori più giovani, sarà ok. Non importa se a fine partita avrò segnato 20 punti o 5, a me interessa solo essere tranquillo con me stesso per aver aiutato a vincere la squadra. Io non gioco per i numeri e per i record: spenderò i miei ultimi anni in Nba lottando per permettere alla mia squadra di vincere".

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