Nba, JR Smith rischia una super multa per il tatuaggio di un marchio

Il regolamento della Lega vieta di mostrare loghi commerciali: o la guardia dei Cavs lo copre o sarà costretto a pagare

Nba, JR Smith rischia una super multa per il tatuaggio di un marchio

A volte un tatuaggio può costare caro. Non parliamo di spese per l'inchiostro da incidere sulla pelle, ma di multe, in particolare quelle che rischia di pagare JR Smith. La guardia dei Cleveland Cavaliers ha deciso due mesi fa di tatuarsi il logo Supreme sul polpaccio destro. Fin qui nulla di strano, a parte i "Ma lo hanno pagato?" dei compagni di squadra e degli appassionati a cui lui ha risposto più volte di no. Ma la Nba non permette di mostrare loghi commerciali o corporate sul corpo o sui capelli durante le partite ufficiali. Per questo motivo, se Smith non coprirà la scritta, pagherà una multa a ogni match.

Nba, JR Smith rischia una super multa per il tatuaggio di un marchio

Nei prossimi giorni il cestista dovrebbe incontrare alcuni rappresentanti della Lega per discutere della questione perché già nella scorsa stagione, appena alcuni giocatori avevano indossato i classici sleeve marcati Supreme (tra cui proprio Smith) e la Nba era intervenuta, vietandoli. La reazione del 33enne dopo l'ultima "minaccia" è arrivata immediatamente su Instagram: “Giuro che sono l’unica persona a cui fanno questa m***a! Quindi mi state dicendo che devo coprire il mio tatuaggio per cosa? Non chiedete agli altri di coprire i loghi di Jordan o di Nike o di altri, ma visto che sono io allora è un problema! Questa m***a fa schifo!”.

Ci sono comunque dei precedenti simili al caso di Smith, come quello di Iman Shumpert, suo ex compagno ai Cavs: ai tempi dei New York Knicks nel 2013 si rasò i capelli in modo da far comparire ai lati la scritta "Adidas" e la Nba gli ordinò di rimuoverla con un ulteriore taglio. Oppure il tatuaggio temporaneo di Rasheed Wallace nel 2001 che promuoveva delle barrette nutrienti, ma anche lui fu costretto a coprirlo durante le partite dei Portland T. Blazers. Nessun problema, invece per Marcin Gortat che dal 2009 mostra il "Jumpman" di Jordan sulla gamba destra - a parte quelli avuti con la Reebok per le scarpe -, anche perché il marchio di His Airness è collegato alla Nike, che è il fornitore ufficiale delle squadre.

Inoltre, e questo fa arrabbiare Smith, ci sono colleghi che mostrano altri loghi riconoscibili che però non sono riconducibili a marche di abbigliamento: Kyrie Irving ha il tattoo della serie tv Friends sull'avambraccio sinistro e Carmelo Anthony rende omaggio a West Baltimore, sua città natale, con il "WB" della Warner Bros. Per il play dei Boston Celtics e per l'ala piccola appena passata agli Houston Rockets non è mai arrivato un avvertimento per coprire la loro pelle.
Ora resta da vedere cosa succederà il 17 ottobre, giorno in cui inizierà ufficialmente la nuova stagione per Cleveland alla Scotiabank Arena di Toronto contro i Raptors, e capire se JR Smith nasconderà il tatuaggio o preferirà pagare le multe, dall'alto del suo stipendio da 12,8 milioni di dollari all'anno.

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