Nba, Heat Vs Trailblazers: Miami dà spettacolo nella Triple A Arena

Il fascino dell'Nba nel resoconto diretto del nostro Ronny Mengo

di RONNY MENGO

Nba, Heat Vs Trailblazers: Miami dà spettacolo nella Triple A Arena

La "Triple A Arena" è un concentrato, un bigino di Miami. Un ombelico ispanico con il lifestyle latino-americano che sovrasta le stelle e strisce, riducendole al misero, sincopato, "Let's go Heat". Non altro. Ispanico il sound, ispanico il pubblico, ispanici gli addetti, ispanica l'aria (condizionata). Allo stesso modo la Nba è un concentrato dello spirito americano. Il tifo da stadio tutto italiano - come si sa - meravigliosamente non esiste: l'avversario è giusto ignorato. Direte: che c'è di nuovo? C'è che ogni volta che si ricapita all'American Airlines Arena si ripete il copione teatrale e gli ospiti, in questo caso i Trailblazers, vengono bonariamente snobbati.

Dallo spogliatoio (una reggia quello che qui fu di Lebron, una mezza catapecchia da promozione quello dedicato agli avversari), alla presentazione delle squadre (fuoco e fiamme, neanche a dirlo, per gli Heat, presentatore che sbeffeggia gli altri - bonariamente ma intanto sbeffeggia - quando "è costretto" a presentarli), fino alla reazione del pubblico, che se non si limita al Defense, Defense, semplicemente sta zitto ogni volta che Lillard piazza una tripla.

A ogni partita, la partita è una sorta di spettacolo a margine. A margine dell'abbuffarsi di chicken and waffles sugli spalti, a margine dei time out durante i quali partono i video dell'Nba Cares, le continue e riuscite iniziative sociali che vedono coinvolti i giocatori, a margine dei mille auguri di Natale, dell'estratto a sorte con l'occhio sgranato che la mette da tre e vince 50 pollici di tv, a margine delle inquadrature personalizzate, che mandano in onda sul megaschermo chiunque, per un po'. Mentre il primo e il secondo quarto li vince Portland e Dragic viene espulso per doppio tecnico, Bosh (29 punti alla fine) si carica sulle spalle la squadra e il palazzo si infiamma per un pre finale tirato, con Green (17) on fire, tanto che il solito Wayde può passeggiare sui 18 punti.

Di lá c'è il solito genio di Lillard (32) e il talento di McCollum (20), ma non basta. Mentre vince Miami 116-109 va in scena, è andata in scena, una delle 82 repliche dello sport americano, che è fatto di lavoro e talento, di spettacolo e di valori, di emancipazione. E mentre negli spogliatoi si intervistano statue in accappatoio che si incremano i tatoo - e anche questo fa parte dello spettacolo - gli ispanici escono dall'Arena con il pallone nuovo degli Heat comprato ai piccoli, mentre gli italiani pensano che avere uno sport perfetto per le famiglie come hanno qui, sarebbe davvero uno spettacolo.

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