Nba, Cleveland Cavaliers campioni: è il successo di LeBron James

Alla Oracle Arena, Golden State si arrende 93-89 al termine di un match epico

di LUCIANO CREMONA

I Cleveland Cavaliers hanno vinto il titolo Nba 2016 battendo in gara-7 alla Oracle Arena di Oakland i Golden State Warriors 93-89. Un successo storico, il primo per la franchigia dell’Ohio, arrivato dopo essere stati sotto per 3-1 nella serie. Mvp delle Finals LeBron James, in lacrime a fine partita. Decisiva una tripla di Irving nel finale. Amaro in bocca per Curry e compagni, sconfitti dopo una stagione da record.

Se la ricorderanno tutti, questa partita. Storica, epica, drammatica. Bellissima. LeBron James piange sul parquet, piange mentre viene intervistato, piange mentre stringe il Larry O’Brien Trophy e il titolo di Mvp delle Finals. La sua missione, quella del Prescelto, di far vincere la sua Cleveland, è compiuta. Due anni dopo il suo ritorno a casa è riuscito nell’impresa di far vincere ai Cavaliers il primo titolo Nba della loro storia. Arrivato dopo che Golden State era 3-1 nella serie: non era mai successo. Piange anche Steph Curry, al termine di una stagione da fenomeno, mancato nei minuti finali assieme ai suoi compagni e alle scelte del proprio tecnico. Decisivo LeBron, con una tripla doppia da campione (27 punti, 11 rimbalzi, 11 assist), ma anche Kyrie Irving, che ha messo la tripla che di fatto ha deciso il match. Immensa prova di Dreymond Green per Golden State: 32 punti (6/8 da tre), 15 rimbalzi e 9 assist. Non è bastato. Alla storia passerà James e la sua stoppata con la quale sull’89 pari ha inchiodato il pallone al tabellone. Mostruoso.

IL PRIMO QUARTO

Tensione a mille, fin dalla palla a due. Comprensibile. La Oracle Arena sta quasi muta ad ammirare il 4-0 con cui i Cavs aprono il match, poi arriva la schiacciata potentissima di Green, una vera e propria deflagrazione di energia che dà il la alla gara di Golden State. Un indizio su chi sarà il grande protagonista del primo tempo. Come di incanto i Warriors iniziano a fare quello che sanno fare meglio, e cioè mettere triple a ripetizione: alla festa i primi invitati ad arrivare sono Barnes, Green e Curry. LeBron fatica, perde palloni preziosi ma i Cavs stanno sempre lì, bravi a reagire ad ogni canestro di Golden State. Lo squillo del campione arriva con una schiacciata monstre, che fissa il 16-16 poco prima del canestro da 3 di Curry: il primo quarto si chiude con Cleveland avanti 23-22 ma con i Warriors che piazzano 5 triple.

IL SECONDO QUARTO

La partita cresce di ritmo e si mantiene su un equilibrio sottile e stupendo per lo spettacolo. Provano a romperlo i comprimari: Shumpert mette una tripla con fallo, per un gioco da 4 punti che ha come unica conseguenza un immediata reazione di Curry. Green decide di voler scrivere la storia, mettendo quattro triple consecutive, che però non fanno scappare Golden State. Perché ad ogni canestro dei padroni di casa c’è la risposta di LeBron e compagni. Irving si accende a intermittenza: quando lo fa è letale, ma i momenti di buio sono un po’ troppo lunghi. LeBron mette le cose in chiaro quando stoppa Curry, con conseguente dialogo petto contro petto tra i due, il remake della scena di gara-6. James è un uomo solo al comando di Cleveland, i compagni a volte lo tradiscono così Green continua nella sua partita stellare con un gioco da 3 punti che lo porta a quota 22 a fine primo tempo. Che si chiude con Golden State avanti 49-42 grazie a Barbosa e all’acciaccato ma prezioso Iguodala. Negli spogliatoi Cleveland guarda le statistiche e vede il proprio 1/14 da 3 e il 10/21 di Golden State.

IL TERZO QUARTO

Se Green era stato il protagonista assoluto del secondo quarto, nel terzo appare, illuminato di luce vera, Kyrie Irving. L’inizio di quarto è elettrizzante. Tripla di Irving, tripla di Thompson, poi doppia tripla consecutiva di JR Smith. In un amen Cleveland mette un 8-0 che permette loro di agganciare i Cavs sul 54-54. La battaglia è totale, con sorpassi e controsorpassi. Irving si trasforma in un iradiddio e porta Cleveland a +6, poi piazza un tiro da tre importantissimo. Nel finale di tempo Golden State si riporta sotto, grazie alle triple di Green e Barnes, ma soprattutto alle giocate da fenomeno di Shaun Livingston. Il quarto si chiude sul 76-75 per i Warriors.

L'ULTIMO QUARTO

Dodici minuti per decidere una stagione, quella dei record di Golden State. La prima mini-fuga è firmata James e Love, che però pasticciano e consentono a Klay Thompson di tenere il passo. Sull’83-80 per i Cavs, con il 20esimo punto di James, Iguodala sbaglia due liberi. Occasione per scappare? No, perché gli “splash brothers” in un amen piazzano due canestri che bruciano la retina, per l’85-83 Warriors. Green, immenso, materializza il 7-0 di parziale: a 5’24” dal termine Golden State è avanti di 4. La scelta di Kerr di rimettere in campo Ezeli per far rifiatare Green è però dannosa, come anche i cambi su LeBron. Che si prende fallo e segna tre liberi: quelli che riaprono i giochi. Curry si estranea dalla partita e pensando di essere onnipotente perde palla con un passaggio dietro la schiena. James lo punisce con una tripla pesantissima: 89-87 Cleveland.

La replica, immediata, è di Thompson: 89 pari, con 4’32” sul cronometro. Da quel momento non si segna più. È pura battaglia di nervi. La giocata della partita arriva quando manca 1’ e 40” sul cronometro: contropiede Warriors, Iguodala va per il comodo layup ma da centrocampo arriva un’ombra, un mix di tutti gli atleti più forti e veloci del mondo: è LeBron James, che inchioda al tabellone una stoppata storica, enorme, fondamentale. Decisiva. È il segnale di come andranno le cose. Anche se a segnare il canestro che di fatto regala la gloria ai Cavs è Kyrie Irving. A marcare il numero 2 di Cleveland c’è Curry, ma nulla può sulla tripla assurda che Irving infila, per il 92-89. Golden State sbanda, sente la sconfitta ad un passo, i canestri impossibili non entrano. C’è spazio per un ultimo brivido: James cerca la schiacciata, il punto esclamativo, ma Green fa fallo e LeBron stramazza al suolo con il polso ko. 10” sul cronometro. Si rialza, tira i liberi, segna il secondo. 93-89. Curry e compagni pasticciano, nessun miracolo. La forza è nei numeri, ma LeBron-Irving e compagni sono stati più forti dei numeri, degli Splash Brothers, di tutti. Per questa volta, per gara-7, quella che ha dato il titolo. Quella che passerà alla storia come uno dei match più belli di sempre dell’Nba. Doveva esserci un vincitore. È stato il figliol prodigo, tornato Re.

Golden State: Green 32 (5/7 da due, 6/8 da tre, 4/4 tiri liberi), Curry 17, Thompson 14. Rimbalzi: Green 15. Assist: Green 9.
Cleveland: James 27 (8/19, 1/5, 8/10 tl), Irving 26, Smith 12. Rimbalzi: Love 14. Assist: James 11.

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