Basket, Nba: Golden State è campione per la seconda volta consecutiva

I Warriors asfaltano Cleveland e conquistano l’anello: Kevin Durant Mvp delle Finals

Golden State si conferma ancora una volta la più forte dell’intera Nba. In gara-4 i campioni in carica strapazzano Cleveland con un sonoro 108-85 e mettono le mani sul secondo anello consecutivo chiudendo la serie sul 4-0. Si concede il bis a un anno di distanza anche Kevin Durant, che viene premiato miglior giocatore delle Finals. Delusione per LeBron James, costretto ancora una volta ad assistere al trionfo dei Warriors.

Tutti si chiedevano se Golden State avesse deciso di lasciare gara-4 a Cleveland per poi conquistare l’anello all’Oracle Arena davanti al proprio pubblico, invece i Warriors ancora una volta non hanno concesso sconti, dominando dall’inizio alla fine il match, lasciando a Cleveland poche speranze di vittoria: la serie si conclude con un secco 4-0 per Durant e compagni. Una gara-4 in cui i Cavaliers non hanno regalato la loro miglior prestazione stagionale, costretti sempre a rincorrere gli avversari durante i quattro quarti, nonostante ancora una volta LeBron James abbia disputato una partita da leader puro. I campioni in carica hanno vinto meritatamente il titolo, anche se dopo gara-1 tutti pensavano ad un ritorno dei Cavs: così non è stato. Curry e compagni hanno dimostrato di essere semplicemente i più forti, lo dicono anche i numeri: tre anelli in quattro anni, intervallati da quell’unica beffa di due anni fa sempre contro James e i Cavaliers.

Nel primo quarto Golden State aveva già messo una seria ipoteca, con Cleveland costretta a dover inseguire (34-25 il parziale) e perdendo ogni chance di successo sul finale della terza frazione, quando i Warriors hanno fatto registrare un vantaggio di 21 punti (86-65) destinato ancora a crescere. Kevin Durant si prende ancora la scena delle Finals, mettendo a referto una tripla doppia con 20 punti, 12 rimbalzi e 10 assist e venendo inoltre premiato, per il secondo anno di fila, come Mvp delle finali. Riconoscimento sottratto al compagno Curry, che invece realizza 37 punti, ma che comunque può festeggiare l’ennesimo anello da mettere in bacheca. Sullo sfondo la delusione di LeBron James (autore comunque di 23 punti), ancora una volta trascinatore di una squadra che però non si è dimostrata alla sua altezza, nonostante le importanti affermazioni contro Boston nelle finali di Conference. Il prescelto ha fatto intendere che Cleveland rimarrà sempre la sua casa, ma ora il secondo addio sembra essere a un passo per provare a creare una franchigia che possa davvero fermare il monopolio dei Warriors.

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