Rugby, buon esordio a metà nel Sei Nazioni: per l’Italia non arriva l’impresa

All’Olimpico gli Azzurri di O’Shea cadono 46-15 contro l’Inghilterra campione in carica

Non arriva il miracolo all’esordio nel Sei Nazioni, ma l’Italrugby esce a testa alta di fronte ai 60mila spettatori dell’Olimpico. L’Inghilterra non cede mai il vantaggio, gli Azzurri però giocano a viso aperto e arrivano, con le mete di Benvenuti e Bellini e i calci di Allan, a credere nell’impresa. L’illusione dura poco e la seconda forza del ranking mondiale dilaga nel finale battendo la nazionale di O’Shea 15-46.

Non era forse la partita che più si prestava alla vittoria per evitare il cucchiaio di legno, ma dalla sfida con l’Inghilterra arrivano indicazioni rassicuranti per gli azzurri che scelgono di giocarsela a viso aperto mettendo in difficoltà gli avversari fino al crollo nel finale. Gli inglesi arrivano meno spesso alla pressione negli ultimi metri, ma un gioco più fluido trova a più riprese impreparata la fase difensiva azzurra ancora da rivedere. Al 3’ l’Italia è già sotto: calcio in touche dopo una mischia crollata, carica centrale e servizio sul lato opposto per Watson che va in meta al primo affondo. Sulla trasformazione Farrell centra il palo. Nonostante la falsa partenza la squadra di O’Shea dimostra di essere in gara, l’Inghilterra per una breve frazione deve difendersi con ordine sugli affondi centrali con l’ovale che resta, però, sempre lontano dalla linea di meta. Poi gli azzurri sbandano ancora e si fanno bucare da May, passaggio per Watson e all’11’ la seconda meta sembra poter già mettere in ghiaccio la partita. Farrell sbaglia ancora e il risultato resta sullo 0-10. La Nazionale di O’Shea però è viva e macina gioco: al 21’ da un break nasce un’azione che attraversa in orizzontale la linea dei 22 inglese, la giocata di Allan è un gioiello che taglia fuori May aprendo alla meta di Benvenuti. Dopo l’invenzione Allan non sbaglia la trasformazione e riporta l’Italia in gara. Il 7-10 però dura poco: al 26’ Farrell regala il nuovo allungo agli inglesi con meta e trasformazione mettendo ancora in evidenza la facilità del gioco ospite sulla difesa azzurra. I minuti finali del primo tempo regalano un lungo assedio dell’Italia che resta a un metro di distanza dalla linea di meta senza riuscire a trovare il varco giusto, la conclusione dell’azione arriva solo su un piazzato che Allan decide di calciare tra i pali per il 10-17.

A inizio ripresa l’Inghilterra si vede fischiare un in avanti sul passaggio decisivo a un metro dalla linea di meta, sulla mischia successiva però un braccio azzurro regala un piazzato che Farrell trasforma da buona posizione. Al 50’ l’Italia dimostra di credere nell’impresa e Boni vola facendo credere ai 5 punti che potrebbero riaprire clamorosamente i giochi, prima della trasformazione però l’arbitro annulla per un evidente in avanti di Allan. L’illusione dura poco: al 53’ Simmonds approfitta di un buco difensivo dalla touche e Farrell sulla trasformazione non perdona. Il 10-27 non spegne l’Italia ma lancia l’Inghilterra. Gli Azzurri sono indomiti e con un azione avvolgente da un lato all’altro trovano il varco giusto sull’out sinistro per andare a meta: al 58’ Bellini firma il 15-27, ma Allan non trasforma. Al 68’ l’Inghilterra dimostra di poter dilagare con Ford, al 76’ è il turno di Simmonds e al 77’ di Nowell con Farrell che non perdona sulle prime due trasformazioni. L’Italia cade 15-46. Nel giorno in cui Zanni festeggia le 100 presenze in nazionale per gli azzurri arriva la 24ª sconfitta in altrettante gare contro gli inglesi.

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