Olimpiadi 2026: il Cio appoggia la candidatura di Milano-Cortina, fuori Erzurum

Il vice presidente Samaranch jr: "È un progetto robusto". Soddisfatto Malagò: "Parole che ci fanno molto piacere"

Olimpiadi 2026: il Cio appoggia la candidatura di Milano-Cortina, fuori Erzurum

Milano e Cortina d'Ampezzo saranno con ogni probabilità candidate per organizzare le Olimpiadi invernali del 2026 e dovranno vincere la concorrenza di Calgary e Stoccolma. Lo ha annunciatoThomas Bach, presidente del Comitato Olimpico Internazionale, nel corso della riunione del Board esecutivo del Cio a Buenos Aires. È stata esclusa, invece, la città turca di Erzurum, ritenuta carente di infrastrutture adeguate in grado di ospitare i Giochi invernali.

A dare la spiegazione ufficiale della riduzione delle città candidate è stato Juan Antonio Saramanch jr, che ha apprezzato la scelta del Coni. Il vice presidente del Comitato Olimpico è contento anche della presenza in campo della politica: "Conosco bene l'Italia, ho sposato un'italiana. Sono certo che quello di Milano-Cortina sia un progetto robusto, attraente e interessante. Ci sono molti dettagli da discutere, anche dal punto di vista finanziario, ma vediamo che il Governo ha dato il suo appoggio politico. Abbiamo notato che sono coinvolte Regioni potenti e che c'è una grande partecipazione popolare".
L'esclusione di Erzurum non è una bocciatura della Turchia tout-court: " Il livello degli investimenti - ha spiegato Saramanch - per l'organizzazione delle Olimpiadi invernali è altissimo. Noi pensiamo che la Turchia sia in grado di farlo, ma è ragionevole che si pensi a una data più lontana. Insomma, non ora. Inoltre, va detto che Erzurum non ha esperienza di organizzazione dei Giochi e questo è un handicap". 

Parole che a Giovanni Malagò suonano davvero come un buon auspicio: "Il discorso di Samaranch non era certo preparato e ci hanno fatto piacere le parole che hanno speso. Ovvio che Milano è Milano e che Cortina ha una fama internazionale incontestabile". Il presidente del Coni ha poi aggiunto: "Ho apprezzato la sottolineatura fatta dell'importanza di Lombardia e Veneto, trainanti e locomotiva dell'Europa. E vorrei rilevare che il Cio ha detto che delle tre candidature restanti, ce ne sono due che hanno quasi tutte le infrastrutture necessarie già presenti". Quanto all'esclusa Torino, Malagò ha pensato a una sorta di premio di consolazione: "Sapete che io ho cercato di tenerla a bordo, ma non ci sono riuscito. E comunque io ho lanciato un'idea per una diversa candidatura di Torino per il Master di tennis, il torneo conclusivo della stagione con gli otto migliori giocatori del mondo, che finora era fisso a Londra, ma che ora si è deciso che sarà itinerante. E Torino è davvero l'unica città italiana che può aspirare a partecipare al bando per ospitarlo", ha assicurato. 

Positiva infine l'opinione sul Governo: "Sono importanti i giudizi sul fatto che il governo non ha dato garanzie finanziarie, ma sì tutte quelle politiche. Ed è quello che a noi interessa, proprio in virtù dell'importanza delle Regioni che ci stanno dietro e per il livello oggettivamente molto molto modesto degli investimenti da fare rispetto alle passate edizioni, tenendo presente anche il contributo del Cio". 
E proprio il fattore politico è un vantaggio per l'Italia. In Canada è previsto che il 13 novembre si svolga un referendum popolare di approvazione o meno della candidatura di Calgary e un mese prima il Comitato olimpico canadese deve pubblicare i costi previsti per l'organizzazione delle Olimpiadi, sulla scia delle denunce per l'occultamento di spese legate alla costruzione del villaggio olimpico.
Per quanto riguarda Stoccolma,  invece, attualmente la Svezia è senza governo e molto probabilmente per uscire dall'impasse sarà necessario un ritorno alle urne.

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