Nuoto, doping: chiesti 8 anni di squalifica per Magnini

Caso Porcellini: l'ex nuotatore deferito per favoreggiamento, consumo e somministrazione di sostanze

Filippo Magnini (LaPresse)

Bufera doping su Filippo Magnini. La Procura nazionale antidoping ha chiesto 8 anni di squalifica per l'ex nuotatore. deferito per favoreggiamento, consumo e somministrazione di sostanze nell'ambito del caso Porcellini, dietologo e mentore del due volte campione del mondo nei 100 m stile libero. Chiesti 4 anni di stop, invece, per il collega ed ex compagno di Nazionale Michele Santucci. Il legale dei due atleti non ha rilasciato commenti.

Magnini era indagato dall’antidoping per una doppia violazione del codice Wada: consumo o tentato consumo di sostanze dopanti (articolo 2.2) e favoreggiamento (2.9). Sette mesi dopo, con il nuovo Procuratore capo Pierfilippo Laviani, dopo un nuovo interrogatorio subito l’11 aprile, la posizione del 36enne atleta si è aggravata: alle due violazioni se n’è aggiunta una terza, somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata (articolo 2.8).Sembra che la Procura, vista l'evidenza degli elementi raccolti, abbia addirittura verificato se ci fossero gli estremi per la radiazione. A settembre partirà il processo che potrebbe macchiare per sempre l'immagine di uno dei più forti nuotatori della storia italiana.

LE TAPPE DELLA VICENDA

Tutto ha inizio nel marzo 2017 quando, nell'inchiesta della Procura di Pesaro sui traffici del medico Guido Porcellini e del suo assistente Antonio De Grandis, spunta il nome di Filippo Magnini. A giugno dello stesso anno si chiudono le indagini penali e il nome di Magnini non è tra i rinviati a giudizio. La Nado, però, apre un'indagine a livello sportivo e il 30 ottobre 2017 il due volte campione del mondo e l'ex compagno Santucci sono indagati dalla Procura antidoping per la violazione degli articoli 2.2 (consumo o tentato consumo di sostanze dopanti) e 2.9 (favoreggiamento) del Codice mondiale Wada il primo e per il 2.2 il secondo. Dopo un interrogatorio di ben 5 ore, Re Magno si era limitato a una stringata dichiarazione all'uscita dalla sede di Nado Italia allo stadio Olimpico di Roma: "Non possiamo parlare perché ci sono ancora in corso le indagini. Come mi sento? Normale, mi sento normalissimo". L'11 aprile di quest'anno il nuovo procuratore capo Pierfilippo Laviani convoca nuovamente Magnini, la cui posizione si aggrava: alle due violazioni se n’è aggiunta una terza, somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata (articolo 2.8). Ultima tappa della vicenda è datata 5 giugno, con il deferimento di Magnini e Santucci e le pesantissime richieste di squalifica.

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