Tour, Nibali dopo la caduta che l'ha costretto al ritiro: "I tifosi hanno superato le barriere"

Il ds dello Squalo: "L'organizzazione poteva investire di più sulla sicurezza". Bugno: "Ci sono parecchie cose da fare ancora"

Tour, Nibali dopo la caduta che l'ha costretto al ritiro: "I tifosi hanno superato le barriere"

Il giorno dopo la caduta costata a Nibali la frattura di una vertebra e l'addio al Tour, il siciliano racconta quanto accaduto: "C'erano fumogeni e un po' di tifosi in mezzo alla strada, credo che abbiano superato le barriere. Ero partito per stare dietro Froome, poi sono finito per terra. Ho visto le facce dei medici quando abbiamo fatto le lastre e non lasciavano trasparire buoni segnali. Il dolore era molto fastidioso, poi abbiamo fatto la risonanza ed stata confermata la frattura".

A proposito di quanto accaduto interviene anche il ds della Bahrein Merida, Alberto Volpi, che lancia un messaggio al Tour de France: "Si tratta di una grande organizzazione, forse poteva far meglio riguardo alla sicurezza dei corridori, speriamo che il prossimo anno investano di più".

L'ex azzurro Gianni Bugno, due volte campione del mondo e oggi a capo del sindacato corridori, solleva il tema delle condizioni in cui i corridori gareggiano: "Si lavora tanto per la sicurezza, ma evidentemente ci sono parecchie cose da fare ancora - spiega Bugno -. Sull'incidente di Nibali bisogna capire fino in fondo che cosa è davvero successo in quel frangente. Sta di fatto che il ciclista italiano si è fatto male e ha dovuto abbandonare la gara, e questo e' ingiusto". La gestione della sicurezza è un tema delicato: "Non è facile, i problemi sono sempre diversi, di sicuro bisogna fare i conti con l'educazione dei tifosi. Oggi ci sono molte piu' transenne che in passato, ma se poi alcuni tifosi le superano e invadono la carreggiata, e' come se non ci fossero. E' un po' come per il calcio, perche' in Gran Bretagna non ci sono le reti tra il pubblico e il terreno di gioco, e altrove sì? La gente in strada c'e' sempre stata, il pubblico e' la forza del ciclismo" Poi dipende da come si comporta il pubblico, se ti insultano come hanno fatto con Froome non e' una bella cosa e ti da' fastidio. Froome ha il diritto di correre in pace. Non esiste una ricetta unica per risolvere la situazione, ogni gara e ogni tappa hanno problemi diversi, bisogna affrontarli di volta in volta, cercando di prevenire cio' che potrebbe accadere, bisogna fare di più".

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