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Fiorenzo Magni era un leone

Antico nel cuore, moderno nel modo di pensare

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DAVIDE DEZAN

Fiorenzo Magni era un leone

Chi ama il ciclismo lo ricorda come : "Il Leone delle Fiandre", perché solo il cuore nobile, forte e coraggioso di un leone avrebbe potuto spingere un uomo a compiere le imprese che Fiorenzo ha realizzato su quelle pietre terribili del nord. Percorsi di fuoco e fango che fanno entrare i corridori che li domano nella leggenda.  Fiorenzo Magni era il terzo uomo in un epoca del ciclismo straordinaria: Fausto Coppi e Gino Bartali dominavano la scena con il loro dualismo, Fiorenzo Magni li affrontava, li batteva e vinceva corse importanti come il Giro d'Italia (conquistato per tre volte) dando vita a battaglie che ancora oggi vivono nei racconti e nella storia del grande ciclismo.

Fiorenzo Magni era un leone

Fiorenzo era antico nel cuore e nei sentimenti, ma modernissimo nel modo di pensare allo sport e alla vita. Inventò la sponsorizzazione nel ciclismo e, tanto per capire il carattere, mise in atto uno stratagemma impensabile al giro del 1956 pur di non cedere ad una frattura alla spalla e di non ritirarsi: sistemò un tubolare attaccato al manubrio e si attaccò con i denti per tutta la corsa in modo da non forzare sull'articolazione rotta, risultato, gente in delirio per lui e Giro d'Italia finito al secondo posto dietro a Gaul. Capito perché lo chiamavano il leone...? Ci lascia a quasi 92 anni, il 7 di dicembre avrebbe festeggiato il suo compleanno, e con lui si chiude l'epoca di un ciclismo eroico che i nostri padri hanno vissuto con emozione e commozione tifando per Fausto, Gino e Fiorenzo.

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I VOSTRI COMMENTI

GiulioR - 22/10/12

Ciao Nonno!

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MC1908 - 19/10/12

un campione vero! un uomo vero!

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