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Mondiali d'atletica: Bolt crolla infortunato nella 4x100

Incredibile finale di carriera per il giamaicano: oro nella staffetta alla Gran Bretagna

di LUCIANO CREMONA

Mondiali d'atletica: Bolt crolla infortunato nella 4x100

L'imponderabile si è verificato ancora: dopo la sconfitta nei 100 metri Usain Bolt dà l'addio all'atletica con un infortunio muscolare sul rettilineo finale della staffetta 4x100. Il campione non ha così completato la sua corsa, crollando al suolo. Storico oro alla Gran Bretagna, che ha infiammato lo stadio olimpico di Londra battendo gli Stati Uniti. Bronzo al Giappone, per una gara che passerà, a suo modo, alla storia.

Un addio così non se lo sarebbe immaginato nessuno. Non dopo quel bronzo che aveva lasciato di stucco tutto il mondo nella finale dei 100 metri della scorsa settimana. Tutti si aspettavano che il definitivo addio alle corse di Usain Bolt, l'uomo più veloce del mondo e della storia, avvenisse con una medaglia al collo, nella staffetta 4x100. Non era scontato l'oro, dato che gli Stati Uniti di Gatlin e Coleman erano i favoriti. Ma vedere un'ultima volta Usain sul podio, quello sì, era quasi doveroso: una degna conclusione alla carriera incredibile del giamaicano.

Che non era al top, questo era assodato. Che probabilmente, anche se non si fosse fatto male nel rettilineo finale non avrebbe comunque vinto e avrebbe anche dovuto sudare per la medaglia. Quando si è lanciato, quarto frazionista della Giamaica dopo McLeod (oro nei 110 ostacoli), Forte e Blake, Bolt ha iniziato ad arrancare. Si è scomposto, fino a quando i suoi muscoli hanno detto basta, stop, è finita. Un probabile stiramento, Usain che ha iniziato a saltellare vistosamente, prima di crollare a terra, più per la disperazione che per il dolore. Solo dopo qualche minuto, accompagnato dai compagni, Usain ha tagliato il traguardo in maniera simbolica.

Il clima allo stadio Olimpico di Londra, però, è stato segnato da un mix di emozioni uniche, in una serata che verrà ricordata a lungo. Prima di Bolt un altro monumento della storia dell'atletica, il britannico Mo Farah, era stato battuto nei 5000 metri: una sconfitta epocale, per lui che era, proprio come Usain, all'ultima gara su pista. Britannici mogi per Farah, poi sorpresi per Bolt, ma infine pazzi di gioia. Perché? Semplice: perché con la Giamaica ko le sorprese non sono finite e la staffetta 4x100 è stata vinta proprio dalla Gran Bretagna: clamorosa l'ultima frazione di Mitchell-Blake, capace di bruciare Coleman nel finale. In 37"42 Ujah, Gemili, Talbot e Mitchell-Blake appunto si sono messi al collo un oro storico. Argento quindi per gli Usa di Rodgers, Gatlin, Bacon e Coleman con 37"52, bronzo ai sempre veloci giapponesi (38"04 con Tada, Iizuka, Kiryu, Fujimitsu).

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