Europei di atletica: Desalu, Trost e Pedroso in finale

Nel salto in alto delude la Vallortigara

Europei di atletica: Desalu, Trost e Pedroso in finale

Giornata senza gioie per l’Italia agli Europei di atletica leggera in corso a Berlino: solo piazzamenti per Ojaku nel lungo (11°) e Cairoli nel decathlon (10°). Centrano la finale Desalu nei 200, la Trost nell’alto (dove però esce a sorpresa la Vallortigara) e la Pedroso nei 400 ostacoli femminili. Titoli al tedesco Abele (decathlon), alla polacca Guba (peso), al greco Tentoglou (lungo), all’israeliana Salpeter (diecimila) e al lituano Gudzius (disco).

Agli Europei di atletica leggera, in corso a Berlino, la seconda giornata di finali non permette all’Italia di migliorare il bottino di un bronzo, conquistato in chiusura della giornata di ieri da Yeman Crippa nei diecimila metri maschili.

DESALU IN FINALE - Le soddisfazioni sono solo parziali, come l’ottimo ingresso in finale, nei 200 metri piani maschili, di Fausto Desalu, che in mattinata vince in scioltezza la sua batteria in 20”39 e nel pomeriggio, in semifinale, si migliora ancora fino a 20”35. L’azzurro entra in finale con il quinto tempo e domani andrà a caccia di una medaglia in una gara che sembra piuttosto aperta. Eliminati in semifinale, invece, sia Andrew Howe, sesto nella sua semifinale in 20.78, sia Davide Manenti, out con il quinto posto nella sua semifinale in 20.81.

BENE TROST, DELUDE VALLORTIGARA - Pomeriggio dolce-amaro per le saltatrici in alto: bene Alessia Trost, che vola in finale centrando la qualificazione con l’1,90 al terzo tentativo. Delusione enorme, invece, per l’eliminazione di Elena Vallortigara, capace solo poche settimane fa di volare fino a 2,02 e invece oggi ferma a un per lei modesto 1,86, prima di tre errori a 1,90. «È stata la peggior gara della mia stagione - ha detto sconsolata l’azzurra - sono estremamente delusa. Qualcosa non è andato nella rincorsa, non riuscivo a collegare bene la mente con il corpo. Ero un po’ stanca, quattro giorni fa sono stata male la notte, ho vomitato. Solo da ieri mi sono sentita bene, per fare allenamento, ma evidentemente non per una qualificazione di un Europeo». Fuori anche Desirée Rossit: 1,81 e poi tre “x” a 1,86.

PEDROSO IN FINALE - Avanza in finale, nei 400 ostacoli femminili, anche la primatista italiana della distanza Yadisleidy Pedroso, che piazza un buon 55”13, terzo tempo tra tutte le finaliste. Non ce la fa invece Ayomide Folorunso, prima delle escluse con 55”69 e terzo posto nella semifinale vinta dalla svizzera Lea Sprunger (55”04).

GALVAN, CHE BEFFA - Una beffa, quella subita dalla Folorunso, che accomuna anche il quattrocentista Matteo Galvan. Anzi, per il primatista italiano della specialità la delusione è ancor più cocente, perché l’azzurro fa una gran gara, sfiora il proprio record italiano (45”17 contro 45”12) ma a conti fatti scopre di essere il primo degli esclusi dalla finale per appena tre centesimi. «Il mio obiettivo era fare lo stagionale e migliorarlo ancora - dice Galvan - Lo prendo con soddisfazione e adesso provo a rimanere concentrato per la staffetta». Un po’ di delusione, invece, per Davide Re, quarto nella sua semifinale in 45”53 e a sua volta esclusa dai magnifici otto. Tra gli azzurri impegnati al mattino, infine, avanzano la Bugliolo (in semifinale) nei 100 ostacoli femminili, Abbiadar e Bussotti (in finale) nei 1500 metri maschili e la Chigbolu (in semifinale) nei 400 metri femminili. Eliminati Bertoplini nel giavellotto maschile, la Di Lazzaro nei 100 ostacoli femminili, Derkach e Cestonaro (entrambe con tre nulli) nel salto triplo femminile.

I TITOLI DI OGGI - Erano solo due gli azzurri impegnati in una finale oggi: nel salto in lungo c’era Kevin Ojaku, che però non riesce ad andare oltre l’undicesimo posto con un modesto 7,78 metri. La gara è stata vinta dal greco Tentoglou con la misura di 8.25 metri. Argento al tedesco Heine (8,13) e bronzo all’ucraino Nykyforov (8,13). Nel decathlon, gara iniziata ieri, si sono concluse in serata le dieci fatiche di Simone Cairoli, bravo a centrare il primato personale (7949 punti) e un buon decimo posto nella gara vinta dal tedesco Abele sul russo Shkurenyov e sul bielorusso Zhuk. Per quanto riguarda le altre finali, invece, nel lancio del peso femminile si è imposta la polacca Guba (19,33 metri) davanti alla tedesca Schwanitz (19,19) e alla bielorussa Dubitskaya (18,81). Nel lancio del disco maschile a trionfare è stato il lituano Gudzius (68,46 metri), che ha preceduto lo svedese Stahl (68,23) e l’austriaco Weisshaidinger (65,14). Nei diecimila metri femminili si è imposta invece l’israeliana Salpeter in 31’43”29; argento all’olandese Krumins (31’52”55), bronzo alla svedese Bahta (32’19”34).

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