Atletica, studio Iaaf: "Ai mondiali coreani un terzo di atleti dopati"

Secondo il Sunday Times fu bloccata la divulgazione dei risultati della ricerca

Daegu 2011, foto IPP

Un terzo dei 1.800 atleti che presero parte ai campionati del mondo di atletica di Daegu era dopato: questo lo scioccante risultato di una ricerca della Wada che però la Iaaf, secondo il Sunday Times, impedisce di diffondere. Dallo studio emerge un ricorso al doping quasi sistematico, gli atleti infatti confessarono di aver fatto uso di sostanze proibite nei 12 mesi precedenti all'evento in Corea del Sud del 2011.

E' proprio l'Università di Tubinga (Germania), che ha condotto lo studio in questione, a puntare il dito contro le manovre d'ostruzione dell'Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera: "Ha ritardato la pubblicazione senza una buona ragione" si legge in una nota dell'ateneo. Questo grazie a un presunto diritto di veto che Wada (l'Agenzia Internazionale contro il doping) e Iaaf hanno prontamente esercitato per non dare pubblicità ai fatti.

Questa rivelazione si aggiunge all'altra, sempre riportata dal Sunday Times, secondo la quale l'uso del doping nell'atletica leggera è ormai sistemico. Un terzo delle medaglie vinte in prove di durata tra il 2001 e il 2012 (eventi olimpici compresi), infatti, sono state assegnate ad atleti con esami del sangue quantomeno sospetti. Le tecniche usate sono le più classiche: trafusioni di sangue e microdosi di Epo.

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