Atletica, Bekele cerca l'all-in a Dubai: assalto al record della maratona

L'etiope, detentore del primato sui 5 e sui 10mila, prova l'affondo sui 42,195 km

di PEPE FERRARIO

Atletica, Bekele cerca l'all-in a Dubai: assalto al record della maratona

Quattro mesi fa a Berlino ha fallito l'obiettivo di una manciata di secondi. E usiamo qui il verbo fallire con un poco di imbarazzo, visto che suona stonato dato che si parla di impresa comunque al limite dell'umano. Ora Kenenisa Bekele, con Gebrselassie il più grande talento del mezzofondo e del fondo etiope, ci riprova: dopo aver tagliato il traguardo della maratona nella capitale tedesca in 2h03'03", a soli 6 secondi dal primato di Dennis Kimetto (2h 02' 57" sempre a Berlino nel 2014), ci ritenta ora a Dubai. Manifestazione fra l'altro dal ricchissimo montepremi, pari a 200.000 dollari. Tanto - vien da dire - per non lasciare nulla indietro.

Appuntamento dunque al 20 gennaio, su un tracciato piano, velocissimo, adatto all'impresa: Kenenisa, assistito da tre lepri fino almeno al 30esimo km, dovrà correre a un ritmo di 2' 54"/55" al km per provare nello sprint finale a limare ancora qualcosina e far suo anche il primato sulla distanza regina, affiancandolo così a quello sui 5.000 metri (12' 37" 35 fatto segnare nel 2004) e a quello sui 10.000 dell'anno successivo (26' 17" 53). Non ce la facesse, è già stata annunciata la sua presenza a Londra in aprile.

Un tentativo, in definitiva, difficile ma umanamente possibile. Decisamente più realistico rispetto al progetto Breaking2 della Nike che ha recentemente ingaggiato il campione olimpico keniano Kipchoge, l'etiope Desisa e l'eritreo Tadese per tentare già entro il 2016 l'impossibile, vale a dire abbattere il muro delle due ore.

Impresa che significherebbe limare ben 2' 58" all'attuale record, percorrendo ogni singolo km 4" 22 centesimi più velocemente rispetto al ritmo tenuto da Kimetto nel 2014 a Berlino. Rapportando il tutto in metri, questo significa che per ogni singolo km l'eventuale maratoneta capace di andare sotto le due ore dovrebbe distanziare di ben 23 metri l'attuale detentore del primato. Impresa fantasmagorica. Ora come ora - sperando poi sinceramente di essere smentiti - non possibile. Per farlo - non solo secondo noi - servono ancora anni, non mesi.

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