Alex Schwazer ancora al tappeto: dalla Germania arriva la provetta non sigillata

Sandro Donati: "Ci mettono nella condizione di agire su un campione che non dà certezze"

Alex Schwazer ancora al tappeto: dalla Germania arriva la provetta non sigillata

Era l’1 gennaio 2016 quando due signori della IAAF, l’Associazione Internazionale delle Federazioni di Atletica Leggera, bussarono alla porta di Alex Schwazer per un casuale controllo antidoping. Il campione prelevato quel giorno era composto da sangue e urina e, a un primo controllo, era risultato negativo. Qualche mese dopo lo stesso campione conteneva “una quantità enorme di anabolizzanti steroidi”, ovvero quelli che favoriscono l’aumento della massa muscolare.

Schwazer fu quindi considerato positivo al doping e, dopo giorni interminabili, fu costretto a saltare le Olimpiadi di Rio e ricevette la squalifica per otto anni.

Le notizie che arrivano in queste ore non sono positive per Schwazer e per il suo allenatore Sandro Donati: è stata ignorata la richiesta formulata sette mesi fa dal magistrato Walter Pelino, il Gip del processo Schwazer a Bolzano, e accolta quella della Iaaf. Dalla Germania, infatti, arriverà solo la provetta A, ovvero quella aperta e usata per il test e poi richiusa senza essere sigillata. La provetta B, quella più affidabile dal momento che viene aperta in presenza delle parti, richiesta tra l’altro dal Tribunale di Bolzano, invece non sarà consegnata.

Per Sandro Donati, l’allenatore da sempre paladino nella lotta al doping, è l’ennesimo pugno allo stomaco: “Questa è una decisione che rispecchia la disperata volontà della Iaaf di non far analizzare i due campioni. A Colonia ci sono entrambe le provette. Solo la provetta B dà garanzie di sigillatura: viene presa la quantità necessaria e poi richiusa con sigilli, essendo stata aperta davanti alla presenza delle parti. La provetta A fu ricevuta dal laboratorio in assenza delle parti, aperta e poi richiusa con un tappo – ha detto l’allenatore – Insomma, apparentemente sembra una sentenza favorevole, in realtà non lo è affatto. Nessun perito accetterebbe mai di fare la controanalisi su un falcone già aperto, come in questo caso per il flacone A. In questa circostanza ci mettono nella condizione di poter agire solo su un campione che non dà certezze, anzi…

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