
Certe volte il cuore dei rugbisti, quelli veri, è talmente grande che può prendersi tutto il resto, anche la vita che sta reggendo. Così ha fatto il cuore di Pier Paolo Pedroni, per tutti solo Pedro, colonna portante dell'Amatori Milano e della Nazionale azzurra degli anni '80 e '90. Ora campeggiava dietro il bancone di un pub, ma sostanzialmente la differenza dai tempi del fango e delle mischie stava soprattutto nei capelli: lunghi, alla indiano una volta, cortissimi adesso che non bisognava spaventare ulteriormente il malcapitato del pack avversario. Ulteriormente perché Pedro, solo a vederlo, metteva impressione. Era una montagna: di muscoli, ma anche di vita e di pensieri che a volte, come fossero una mareggiata, tirava fuori tutti in una volta non guardando in faccia a niente e a nessuno. Come quella volta che, ingiustamente -a suo dire- multato da un vigile, pensò bene di inseguire il ghisa -ne immaginiamo l'espressione di terrore- e di placcarlo come fosse un irlandese qualunque.
Smesso con il rugby ha provato a rimanere nell'ambiente prendendo il tesserino di arbitro e commentando per Sportitalia: il suo carattere, poco incline ai compromessi, lo ha portato ad allontanarsi celermente dalla sua palla ovale. Non prima, però, di incontrare Daniela, di sposarsi, di cercare un'altra via verso la méta di un'esistenza serena, fatta di moto e di birre. Non bevute, servite: solo il Pedro, infatti, poteva lanciarsi nell'acquisto e nella rismerigliatura del pub storico dei rugbisti milanesi, il Barbarians, verso l'Ortica, tappezzato dei trofei di guerra -magliette di All Blacks e simili, non ossa o scalpi- raccolte lungo il percorso di una vita. Che si è fermata così, a tradimento, in fuorigioco: era solo in casa, nessuno ha fischiato per dire che l'azione era irregolare. Ma un rugbista vero, si sa, accetta il verdetto dell'arbitro. Noi, qui, un po' meno. Ciao Pedro, tieni in fresco la Foster.
Andrea Saronni
CHI ERA PIERPAOLO PEDRONI
Pier Paolo Pedroni, seconda linea azzurra negli anni dal 1989 al 1996, uno dei punti di riferimento della Nazionale di Georges Coste, e' stato un giocatore di raccordo tra l'epoca di Bertrand Fourcade e quella del Ct di Perpignan. Nato a Cremona il 10 maggio del 1964, "Pedro" ha debuttato con l'Amatori Milano nel 1982, appena maggiorenne. Due anni piu' tardi ha esordito nel massimo campionato. Nei 17 anni d'attivita' in Serie A ha collezionato 279 presenze e realizzato 46 mete. Dopo diciotto anni di fedelta' alla maglia dell'Amatori Milano, club con il quale ha vinto quattro scudetti (1991-1993-1995-1996), ha giocato la sua ultima stagione in Serie A (2000-2001) con il Rugby Parma. Il 1989 e' l'anno dell'esordio in Azzurro: era il 30 settembre, a Treviso si giocava Italia - Zimbabwe, Pedroni gioco' titolare con la maglia n. 5, maglia che ha indossato anche nella Coppa del Mondo del 1995 ed in totale venticinque volte, l'ultima contro il Galles allo Stadio Olimpico di Roma nel 1996.
23 giugno 2009