La carriera di Muhammad Ali: i numeri e i successi

61 incontri, 56 vittorie: Liston, Foreman e Frazier gli avversari storici

Nato Cassius Clay in onore di un politico abolizionista del XIX secolo, dodicenne rubò una bicicletta ad un poliziotto. E fu proprio questi che lo portò alla palestra di boxe dove potesse intraprendere la strada del pugilato. Da dilettante conquistò l'oro alle Olimpiadi di Roma 1960 (la gettò in un fiume come plateale gesto di protesta verso il suo Paese e la perdurante discriminazione razziale) quando poi passò al professionismo.

Dettenne il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un'ultima breve parentesi ancora nel 1978. Su 61 incontri disputati, vanta un record di 56 vittorie, 37 delle quali per KO. Ha perso per KO una sola volta. Il primo a cadere sotto i colpi di Cassius Clay fu Sonny Liston nel 1964.

Agile di gambe (di lui si disse: "Vola come una farfalla e punge come un'ape", per sottolineare la leggerezza dei suoi movimenti, coadiuvata da una tecnica sopraffina) Alì si convertì all'Islam all'indomani del successo cambiando il nome in Muhammad Alì. Mandò al tappeto Sonny Liston ancora nel 1965 prima di respingere gli assalti alla corona di Floyd Patterson, Zora Folley, Cleveland Williams, George Chuvalo, Brian London. Difese il titolo per otto volte prima di vedere la sua carriera interrotta per il rifiuto di combattere in Vietnam ("Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato negro...").

Nel 1971 tornò sul ring, nel 1973 le mitiche sfide con George Foreman. The Rumble in The Jungle ("La rissa nella giungla") è entrata nella storia del pugilato. Disputata il 30 ottobre 1974, allo Stade Tata Raphaël di Kinshasa, Zaire si combatté alle 5 del mattino. Di fronte l'allora campione del mondo dei pesi massimi George Foreman contro Ali che sentì il tifo di un continente intero: ko all'ottava ripresa sotto gli occhi di centomila persone. Drammatico il match di Miami contro Frazier conclusosi per abbandono di quest'ultimo. Nel 1980 l'ultimo combattimento contro Trevor Berbick.

Parlava lentamente e balbettava: i primi sintomi del Parkinson. La malattia che lo ha accompgnato per il resto della sua vita facendone una icona quando apparse da tedoforo alle Olimpiadi di Atlanta del 1996. E' morto nella notte in un ospedale di Phoenix, in Arizona. Era stato in ospedale diverse volte negli ultimi anni. L'ultima nel gennaio 2015, per una grave infezione alle vie urinarie, sebbene in un primo momento gli fosse stata diagnosticata una polmonite. L'ultima apparizione pubblica lo scorso 9 aprile, quando aveva voluto partecipare alla 'Celebrity Fight Night' a Phoenix, una raccolta fondi a favore della ricerca contro il Parkinson. Sorretto per tutto il tempo e con il viso nascosto dietro un paio di occhiali scuri. Alcuni esperti sostengono che la malattia possa essere stata causata dai colpi presi sul ring nel corso della carriera.

LA CARRIERA IN NUMERI

61 i combattimenti a cui ha preso parte.

56 le vittorie

37 le vittorie per ko

5 le sconfitte subite

31 gli incontri vinti consecutivamente prima di essere battuto da Joe Frazier nel 'combattimento del secolo'

14 i round dell'incontro Ali-Frazier, il terzo e ultimo fra i due pugili, vinto da Ali per abbandono da parte di Frazier. Il match è noto come Thrilla in Manila

21 gli anni di carriera

3 le vittorie del titolo mondiale del pesi massimi

1 l'oro olimpico, a Roma 1960

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