Elezioni Usa 2016, anche lo sport si divide

LeBron James, Billie Jean King e Carl Lewis si schierano con Hillary Clinton, Trump incassa la fiducia di Mike Tyson e Dennis Rodman

Trump, Bob Knight (Afp)

LeBron James, Magic Johnson e Billie Jean King da una parte. Dennis Rodman, Hulk Hogan e Mike Tyson, dall'altra. La corsa alla Casa Bianca di Hillary Clinton e Donald Trump ha diviso anche il mondo dello sport, con molti atleti che si sono apertamente schierati, hanno fatto campagna elettorale per il proprio candidato preferito, presenziando ai comizi o con endorsement via social, e fatto donazioni. Tutti determinati a vincere la partita delle elezioni americane.

L'hanno definita la campagna presidenziale peggiore degli ultimi decenni, colpa anche di due candidati controversi, ognuno con i suoi scheletri negli armadi. Forse anche per questo, la democratica Hillary Clinton e il repubblicano Donald Trump hanno fatto ricorso con forza a sponsor d'eccezione che potessero fare la differenza tra gli indecisi, vero ago della bilancia in una partita elettorale molto incerta. Così ognuno ha cercato di pescare jolly nel mondo dello spettacolo, come in quello dello sport, incassando la fiducia di vere e proprie stelle.

PER CLINTON UNA SQUADRA DI BIG  - Dalla parte di Hillary Clinton si sono schierati i big della Nba LeBron James, Carmelo Anthony, Steph Curry e poi, Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar, Carl Lewis, il portiere della nazionale femminile di calcio, Hope Solo, Billie Jean King, Martina Navratilova, Mike D'Antoni, i vertici dei Red Sox, coach Jason Kidd, Jason Collins, primo cestista a dichiarare la sua omosessualità e persino "il più grande", Muhammad Ali, che prima di morire aveva sostenuto la campagna di Hillary anche finanziariamente. Se la Navratilova è attivissima sul web, la King ha contribuito facendo lobby in Iowa, mentre LeBron e altre star sono stati presenti ai comizi della candidata democratica. La stella dei Cavaliers si è dimostrato consumato oratore: "Solo un candidato può realmente capire le battaglie dei ragazzi poveri di Akron. E quando penso alle politiche e alle idee di cui i bambini della mia fondazione hanno bisogno dal governo, la scelta è chiara. Il mio candidato è Hillary Clinton".

LE LEGGENDE CONTROVERSE STANNO CON TRUMP - Donald Trump ha trovato supporto soprattutto da ex stelle delle sport, ai quali si aggiunge una lunga lista di proprietari di franchigie di Nfl e Mlb, tradizionalmente vicini al partito repubblicano. Accanto al tycoon sono scesi in campo Dennis Rodman, Latrell Sprewell, Hulk Hogan, Mike Tyson, Alex Rodriguez, i golfisti John Daly e Jack Nicklaus e persino l'Incredibile Hulk, il culturista Lou Ferrigno. Anche Tom Brady in passato ha avuto parole di apprezzamento per Trump, specificando però di non volersi schierare nella contesa elettorale. Particolarmente attivo a sostegno del magnate newyorkese è invece Bob Knight, storico coach dell'Università dell'Indiana, con cui ha vinto 3 titoli Ncaa. Knight è una specie di santone della pallacanestro e personalità influente negli Stati Uniti. "Donald Trump sarà uno dei migliori presidenti della storia", ha sentenziato in un comizio. Tutti hanno insistito su un punto: Trump è la soluzione migliore adesso. Lo ha detto Nicklaus, lo pensa anche Tyson, che ha definito il candidato repubblicano "la novità di cui ha bisogno l'America". Anche Rodman sostiene che Trump sia l'uomo giusto: "Non abbiamo bisogno di un altro politico, ma di un businessman", ha scritto l'ex cestista su Twitter.

Il tempo degli slogan però è ormai finito e tra poche ore sapremo se avrà vinto Clinton con la sua squadra di stelle o Trump con il suo team di sportivi leggendari e controversi.

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