Da New York a Londra a nuoto per sconfiggere la fame nel mondo

È la straordinaria e folle idea di un ingegnere informatico inglese, che sta raccogliendo i fondi per realizzare un'impresa senza precedenti

di LUCIANO CREMONA

Michael Ventre

Prendendo un aereo a New York, in meno di sette ore si atterra a Londra. Con una nave si impiegano almeno due settimane. E a nuoto? Sì, a nuoto. Domanda senza risposta, perché nessuno al mondo ci ha mai provato. È questa la folle ma straordinaria idea di Michael Ventre, un ingegnere informatico di 38 anni, nato in Botswana da genitori britannici: nuotare da New York a Londra. La causa è nobilissima: raccogliere 5 milioni di euro per la Oxfam, è una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo.

"Le Nazioni Unite hanno l'obiettivo di abbattere la soglia di estrema povertà entro il 2030. Io voglio partecipare a questa missione. Nuoterò perché voglio dare il mio contributo per mettere fine alla fame nel mondo - spiega Ventre -. Voglio essere di ispirazione per la gente di tutto il mondo: ognuno deve prendere una posizione e fare il proprio dovere". Per realizzare questa incredibile impresa, denominata New York to London swim e programmata per l'aprile 2017, Ventre ha dato il via ad una campagna di raccolta fondi (servono circa 55 mila euro) per l'organizzazione dell'attraversata. Si può dare il contributo versando anche una piccola cifra sulla pagina dedicata.

LA ROTTA DELL'IMPRESA

LA ROTTA DELL'IMPRESA

Ventre è un habitué di queste imprese: ha già nuotato in due dei sette percorsi definiti come le maratone degli oceani (una al largo delle Hawaii e una al largo di Los Angeles). È inoltre uno specialista di nuoto in acque gelide, tanto che parteciperà ai mondiali di categoria nel 2016 in Siberia. L'impresa che però si prefigge sembra davvero proibitiva: nuotare per circa 6.000 chilometri, partendo dal fiume Hudson di New York, per poi attraversare l'Atlantico sfruttando la Corrente del Golfo, costeggiare la Cornovaglia, Brighton e Dover per poi risalire lungo il Tamigi e raggiungere Londra. Il tutto in un tempo stimato di circa 5 mesi, nella più ottimistica delle ipotesi.

IL PERICOLO SQUALI

Quando partirà dagli Stati Uniti, Ventre nuoterà per oltre 100 miglia in acque alla temperatura di 9° C, che poi diventeranno decisamente più calde grazie alla Corrente del Golfo, che lo spingerà verso est. Il programma è già stato stilato: nuoterà per almeno otto ore al giorno, percorrendo una trentina di chilometri. Le donazioni richieste per far partire la missione servono soprattutto a mettere in piedi l'equipaggio, le barche d'appoggio (due, che seguiranno Ventre e gli permetteranno di dormire, mangiare e di essere visitato regolarmente) e gli strumenti: tramite un GPS Michael tornerà in acqua sempre nel punto in cui, di sera, salirà sulla barca. Inoltre servirà uno speciale scudo antisqualo: verrà installato un apparecchio in grado di tenere i predatori del mare a debita distanza. La vera preoccupazione di Michael (che consumerà circa 5.000 calorie al giorno) riguarda, in particolare, la presenza delle meduse. L'equipaggio sarà composto da 16 persone, 2 barche d'appoggio, due gommoni e 2 canoe.

I PRECEDENTI

Nessuno ha mai nuotato da New York a Londra. Il vero precursore di Ventre è Benoit Lecomte, che nel 1998, senza ausilio di tavolette o gabbie, attraversò a nuoto in 73 giorni l'Atlantico, nuotando dal Massachusetts alla Francia per raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro. Impresa riuscita, con una tappa intermedia alle Azzorre, e che gli permise di raccogliere oltre 100 mila euro. Nel 1995 il francese Guy Delage (che già aveva percorso l'Atlantico a bordo di una piccola imbarcazione in solitaria) ha attraversato l'Atlantico nuotando per 3.735 km da Capo Verde alle Barbados in 55 giorni. Un'impresa criticata da chi contestò a Delage di aver compiuto meno della metà effettiva del percorso grazie alle correnti e a una zattera. Ma soprattutto per il fatto di aver usato una tavoletta: per questo motivo non è mai stata registrata. Anche una donna ha tentato la traversata: Jennifer Figge, nel 2009, ha nuotato da Capo Verde a Trinidad. Un'impresa rovinata dal maltempo, che costrinse l'americana a viaggiare per 5 giorni su un'imbarcazione. Inoltre per tutta la durata del percorso nuotò in una gabbia antisqualo.

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