Cagnotto-Dallapé, la coppia si ricompone? "Non andare a Tokyo sarebbe un peccato"

SportMediaset.it ha intervistato in esclusiva le due tuffatrici azzurre: “Gareggiare di nuovo insieme sarebbe un sogno” ha detto Francesca, neo mamma. In attesa della risposta di Tania che partorirà a breve

di GIULIA BASSI

Cagnotto e Dallapé (foto Benedetta Pitscheider)

Tania Cagnotto e Francesca Dallapé, le tuffatrici più vincenti a livello europeo nel sincro. Una coppia in teoria giunta al capolinea dopo le Olimpiadi di Rio 2016, ma che potrebbe ricomporsi, come hanno spiegato le due azzurre in esclusiva a SportMediaset.it a margine della convention Artsana: "Non andare a Tokyo sarebbe un peccato, la nostra sarebbe una storia bellissima, in quanto amiche e in quanto mamme".

I sogni di una mamma ma anche quelli di un’atleta: c’è tutto questo nella chiacchierata con Tania Cagnotto e Francesca Dallapé, nel camerino del teatro sociale di Como dove le due tuffatrici più vincenti a livello europeo nel sincro hanno preso parte alla conventions Artsana in qualità di Ambassador del brand Chicco. “Grandi esempi di come si possa coniugare la maternità e la vita professionale” le ha definite l’amministratore delegato Claudio De Conto. E allora non si può che partire da lì, dal pancione di Tania e dalla piccola Ludovica, 7 mesi, che Francesca tiene in braccio durante l’intervista.

Innanzitutto come state?
Tania: “Sto bene, ho avuto una bella gravidanza. Manca poco ma mi sento bene”
Francesca: “Io ho ripreso ad allenarmi e sabato ho fatto la mia prima gara. Diciamo che mi serve una fase di rodaggio e ancora tanto allenamento ma per ora sono contenta”.

Dopo l’annunciato ritiro a Rio, Francesca ha deciso di tornare ad allenarsi e provare a tornare in gara. Tania per ora non ha ancora dato una risposta definitiva. Quante possibilità ci sono di rivedere in azione la coppia Cagnotto-Dallapé?
Tania: “La capacità di convincimento di Francesca è fortissima e questa è la cosa che mi proeccupa di più, potrebbe raggiungere l’obiettivo e convincermi davvero. Ma a parte gli scherzi, faccio fatica a dare una risposta ora. Dipenderà da tante cose, da come andrà il parto, da come mi sentirò io, da come sarà la bambina”.
Francesca: “Io ci spero tanto nella risposta di Tania. Sarebbe un sogno e ci sono quelli realizzabili e quelli non realizzabili. Io sto provando ad allenarmi ma è giusto lasciarle i suoi spazi anche se ogni tanto la battuta gliela faccio. Diciamo che riprenderò il discorso più avanti, quando la sua bimba avrà tre o quattro mesi. In ogni caso io non continuerò da sola senza di lei”.

Tania a questo punto andare o meno a Tokyo dipende da te...
Tania: “Sicuramente se non succedesse mi dispiacerebbe molto e mi sentirei un pochino in colpa verso Francesca, la vedo proiettata e convinta. Ma la mia non dovrà essere una decisione forzata”.
Francesca: “Lei sa bene di avere i suoi spazi come è giusta che sia. Per me sarebbe una storia bellissima perché insieme abbiamo condiviso 10 anni pazzeschi”.

Tornare a gareggiare insieme dipende dalla possibilità di ottenere certi risultati?
Tania: “Noi parliamo tanto di Tokyo ma la cosa difficile sarebbe anche qualificarsi. Due anni fa ad esempio abbiamo fato molta fatica ed eravamo al top della forma. Qualificarsi per un’Olimpiade nel sincro non è una cosa scontata quindi non è detto che, pur con tutta la buona volontà, ad arrivare a Tokyo ci si riesca davvero”.
Francesca: “Tutte e due siamo persone che hanno sempre ricercato la perfezione e qundi se dovessimo decidere di riprovare faremmo d tutto per centrare l’obiettivo”.

Ricomporre la vostra coppia sarebbe anche un bel messaggio per le donne che spesso vivono la maternità come un ostacolo al lavoro.
Francesca
: “Lo sarebbe eccome. E sarebbe anche una bella storia di amicizia tra donne che dura nel tempo così come la stima e la fiducia reciproca. In più farlo da mamme sarebbe un valore aggiunto così come il fatto di non annullarsi completamente per un figlio. Anzi per i figli potremmo essere un bell’esempio, ci potrebbero guardare con occhi di ammirazione. Significherebbe anche che non solo un padre può continuare a fare carriera e inseguire i propri sogni ma che anche una madre può fare altrettanto”.
Tania: “Sono d’accordo. Vedo Francesca con molte più energie rispetto a altre donne che stanno 24 ore su 24 con i figli. Mi piacerebbe diventare una mamma come lei, che si allena e si porta la figlia in giro. Ludovica la segue ovunque e questo è un bel modo di crescere”.

Due donne unite dagli stessi sogni. E dalla stessa voglia di non mollare mai. Per entrambe, infatti, la più grande soddisfazione in carriera è la stessa: “Essere riuscite a rialzarci dopo la delusione di Londra 2012, averci riprovato e averci creduto”. Francesca continua a crederci tutt’ora, per Tania il tempo delle risposte arriverà più avanti, con una figlia tra le braccia e una vita nuova davanti.

Rivederle insieme è possibile perché la loro amicizia sarebbe in grado, davvero, di riportare entrambe su un trampolino olimpico con due figlie sulle tribune a fare il tifo. Lo dirà il tempo, per ora restano i sogni di due donne e due mamme. Le più vincenti che l’Italia abbia avuto nella loro categoria.

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