Nascar, il trionfo di Harvick

E' terminata a Miami la stagione con il successo del 38enne

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STEFANO GATTI

Una delle stagioni più movimentate della NASCAR, combattuta a colpi proibiti in pista ma anche nel paddock, è stranamente terminata a Miami con un rush finale dall'esito piuttosto scontato. Alla ripartenza dall'ultima neutralizzazione Kevin Harvick ha respinto senza grande affanno l'assalto di Ryan Newman, trasformando in una velocissima passerella verso il successo gli ultimi tre giri di una stagione iniziata nove mesi fa a Daytona. Californiano di Bakersfield ma trapiantato nella Carolina del Nord (uno degli stati "fondatori" della specialità), trentanove anni tra meno di un mese, Harvick centra il bersaglio grosso alla sua quattordicesima stagione nella Sprint Cup, la serie A della NASCAR.

Una carriera, quella di Kevin, iniziata nel 2001 con l'onore ed al tempo stesso l'onere di prendere il posto di Dale Earnhardt (il più grande campione della NASCAR insieme a Richard “The King” Petty)) nel Richard Childress Racing, subito dopo la morte di "Intimidator" nella Daytona 500 di quell'anno. Alla sua terza gara, Ad Atlanta, Harvick aveva ottenuto il primo successo. Un altro passaggio chiave della sua carriera era arrivato nel 2007, con la vittoria nella 500 Miglia di Daytona, il cosiddetto "crown jewel" della serie, la sua perla di maggior valore. Quest'anno il neocampione ha portato a ventotto il suo score di primi posti, vincendo cinque delle trentasei gare di un campionato che da sempre è il più seguito negli Stati Uniti e che in anni recenti lo è diventato ancora di più con il ricorso alla formula ad eliminazione che, a partire dall'autunno, restringe progressivamente il numero dei candidati al titolo, attraverso una tagliola via via più selettiva.

Fino ai “magnifici quattro” che si sono giocati tutto a Miami: Harvick, Newman, Denny Hamlin e Joey Logano. Alchimie regolamentari a parte però il segreto della NASCAR risiede nell'incertezza del pronostico di ogni singola gara e più ancora nello spirito combattivo che anima i suoi protagonisti e che non di rado prosegue oltre la bandiera a scacchi. Fino a sfociare in vere e proprie risse che spesso coinvolgono team manager, meccanici ed ingegneri. Nel 2014 è avvenuto a Charlotte nel mese di ottobre ed in Texas all'inizio di novembre, non a caso nella fase più calda di una stagione che però, nonostante appunto tutta l'animosità disseminata nei nove mesi precedenti, ha finito per pronunciare il proprio verdetto non per ko ma "ai punti", nella tiepida notte della Florida. Harvick tra l’altro ha vinto gara di Miami e titolo piloti prevalendo su Newman, portacolori del Richard Childress Racing per il quale Kevin aveva corso per tredici stagioni filate a partire come detto dal suo debutto al posto di Earnhardt, per poi passare (proprio quest'anno!) all'altro superteam della NASCAR, lo Stewart-Haas Racing che gli ha affidato la Chevrolet SS numero quattro.

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