Latte per Hunter-Reay, Castroneves battuto

Uno statunitense torna a vincere dopo 8 anni la 500 miglia di Indianapolis ricca di colpi scena

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STEFANO GATTI

Una 500 Miglia di Indianapolis double-face. I primi 149 giri, praticamente tre quarti di gara, del tutto esenti da bandiere gialle e neutralizzazioni. Coperti quindi a ritmi folli da professionisti del volante abilissimi ad evitare contatti ed errori nonostante la difficoltà dell'esercizio. Tutta un'altra storia gli ultimi cinquantuno giri. Quando si pensava che, per la prima volta dal 1976, la Indy 500 sarebbe arrivata "tutta d'un fiato" alla sua conclusione, è iniziato il festival del brivido. A muro a pochi giri di distanza uno dall'altro Charlie Kimball e il suo compagno di squadra nel Ganassi Racing, il neozelandese Scott Dixon.

Alla ripartenza sgomitano e finiscono per colpire entrambi il muro della Curva Uno Ed Carpenter (autore della pole position) e James Hinchcliffe con la Dallara-Honda di Andretti Autosport. Poi, a dieci giri dal traguardo, è la Curva Due a costare un buon risultato finale a Townsend Bell. L'incidente del californiano provoca addirittura la sospensione della gara, necessaria per ripristinare l'integrità delle barriere ed al tempo stesso scongiurare il rischio che la 500 Miglia si chiuda in regime di bandiere gialle. Insomma, una volta tanto (e magistralmente) conciliate esigenze molto diverse tra loro come quelle della sicurezza e dello spettacolo.

Decide tutto una volata finale lunga nove giri: tre di riscaldamento, gli ultimi sei di gara vera. La spunta in volata Ryan Hunter-Reay, campione Indycar due anni fa, davanti ad Helio Castroneves che manca così il suo personale appuntamento con la storia (la quarta vittoria lo avrebbe reso recordman della corsa con AJ Foyt, Rick Mears ed Al Unser). Hunter-Reay permette anche all'orgoglio a stelle e strisce di impennarsi dopo un digiuno che durava dalla vittoria di Sam Hornish nel 2006.

Tra i motoristi, Honda batte Chevrolet che un anno fa, grazie a Tony Kanaan, aveva interrotto una striscia di nove successi consecutivi della Casa giapponese. Andretti Autosport (terza affermazione a Indy) vince la sfida con il Team Penske. Le due megaorganizzazioni americane si sono spartite le prime sei posizioni dell'ordine d'arrivo, perché Marco Andretti ha portato al terzo posto finale un'altra delle Dallara gestite da papà Michael e Carlos Munoz ne ha piazzata un'altra ancora al quarto posto. Per il giovanissimo colombiano (che un anno fa era addirittura arrivato secondo al debutto), anche la soddisfazione di precedere il ben più esperto connazionale Juan Pablo Montoya. Quinta piazza per l'ex pilota di Formula Uno (tornato quest’anno alle monoposto con il Team Penske) davanti a Kurt Busch che, chiusa la Indy 500 in sesta posizione, si è catapultato in aeroporto per trasferirsi in North Carolina e schierarsi al via della 600 Miglia NASCAR di Charlotte. Un vero e proprio stakanovista del volante, il pilota di Las Vegas! 

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Ryan Hunter Reay

I VOSTRI COMMENTI

giaguaro68 - 26/05/14

grande gara anche di marco Andretti arrivato 3 e per molti giri ha comandato...se non era per la bandiera gialla vinceva lui

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rossonerisiamnoi - 25/05/14

Ryan Hunter-Reay partiva pure dal 19° posto, mica male come rimonta
Montoya aveva rimontato fino al 5° posto ma si è beccato un drive trough per aver superato il limite di velocita nella corsia box

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