500 Miglia di Indianapolis: Ed Carpenter firma la seconda pole consecutiva

Ed vola a 372 km/h di media, centrando la prima fila davanti a Hinchcliffe e Power. In pista anche Marco Andretti, Montoya e Villeneuve

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STEFANO GATTI

La prima fila della 500 Miglia di Indianapolis numero novantotto dice tutto: mette uno di fianco all'altro James Hinchcliffe e Will Power, rispettivamente Andretti Autosport e Team Penske, le due organizzazioni che da qualche anno a Indy fanno il bello ed il cattivo tempo. Eppure davanti ai big scatta il più classico degli "underdog", ma di sicuro non proprio l'outsider che non ti aspetti: Ed Carpenter infatti, di lui stiamo parlando, è puntuale all'appuntamento con la seconda pole position consecutiva.

Ottenuta a quasi 372 chilometri di media oraria. Resta difficile, proprio come lo è stato nel 2013, che il "Local Boy" (Carpenter risiede proprio a Indianapolis) e la sua Dallara-Chevrolet numero venti possano chiudere la 500 Miglia nella stessa posizione dalla quale prendono il via.

La sfida principale rimane quella che oppone Team Penske e Andretti Autosport. Il primo ha piazzato tre Dallara-Chevrolet nella top ten dello schieramento: oltre a Power al via in prima fila, ci sono Helio Castroneves in seconda e Juan Pablo Montoya ad aprire la quarta. Entrambi fanno parte della elite dei sei precedenti vincitori al via. Sono addirittura cinque le Dallara motorizzate Honda schierate da Michael Andretti: oltre ad Hinchcliffe, Marco Andretti (seconda fila), Carlos Munoz (terza), il campione Indycar 2012 Ryan Hunter-Reay (settima) ma soprattutto Kurt Busch, autore del dodicesimo tempo delle qualifiche.

Il pilota di Las Vegas festeggia il decimo anniversario del suo titolo Nascar regalandosi una partecipazione one-off a Indy. Non solo, terminata la 500 Miglia, Busch dovrà correre (ancora ...) all'aeroporto di Indianapolis e volare a Charlotte, North Carolina, per schierarsi in tempo al via della 600 Miglia Nascar. Un exploit che negli USA chiamano "Double Duty", che potrebbe anche complicarsi nel caso di vittoria (e relativo, lungo cerimoniale) di Busch all’Indianapolis Motor Speedway ... Eventualità da non escludere a priori, visto che la 500 Miglia resta una corsa imprevedibile. Come dimostra il successo di Tony Kanaan dodici mesi fa. Quella vittoria rilanciò la carriera del brasiliano che infatti nel Ganassi Racing ha preso il posto di Dario Franchitti, ritiratosi dopo l'incidente dello scorso autunno a Houston. Lo scozzese, tre volte vincitore a Indy, guiderà la Pace Car e la sua esperienza specifica servirà a dare fiducia ai suoi ex-colleghi nelle inevitabili fasi di neutralizzazione. Tornando a Kanaan, Tony prenderà il via dalla sesta fila, con il suo compagno di squadra e campione Indycar in carica Scott Dixon due file più avanti. Soprattutto, Kanaan e Dixon hanno ottenuto il primo ed il secondo tempo nel Carburation Day, che si può considerare un verso e proprio warm up.

La lista dei piloti da tenere d'occhio si chiude con quelli dello Schmidt Peterson Motorsport che, oltre a quella del rookie russo Mikhail Aleshin, manda in pista altre due Dallara-Honda per Simon Pagenaud e per Jacques Villeneuve. Quest’ultimo torna a Indianapolis a diciannove anni dalla vittoria nella 500 Miglia che gli aprì le porte della Formula Uno. Sarà dura anche per un campione come il canadese vincere il confronto interno con il francese Simon Pagenaud che sta vivendo un momento di grande forma e che lo scorso 10 maggio ha vinto la prima edizione del Gran Premio di Indianapolis, sul circuito stradale ricavato all'interno del perimetro dell'ovale. Pagenaud prende il via dalla seconda fila con il quinto tempo, il figlio di Gilles dalla nona, piazza numero 27: il numero resto mitico dal padre ai tempi della Ferrari. In caso di successo finale, sarebbe una gran bella storia da raccontare, tipicamente Indy-style.

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