Tragedia a Misano, Polita: "Non è il motociclismo che uccide, è la vita"

La pilota rimasta paralizzata sull'incidente di Cassani: "La colpa del circuito è la sua stessa maledizione"

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Emanuele Cassani (Ansa)

La morte di Emanuele Cassani a Misano durante una gara della Coppa Italia di motociclismo, ha riaperto una ferita insanabile, ma Alessia Polita, la sfortunata pilota rimasta paralizzata in seguito a una caduta proprio sul tracciato romagnolo, va controcorrente. "Non è il motociclismo che ti uccide, è la vita. Misano non aveva nessuna colpa, la sua colpa è solo la sua stessa maledizione", ha scritto su Facebook.

"Mi dispiace parecchio sentir dire: questo in fondo è il motociclismo - ha aggiunto - . Sì, lo dicevo anch'io quando ero inconsapevole, quando le cose non mi toccavano da vicino, quando realmente la tragedia non sfiorava i miei pensieri e dicevo: sì dai non toccherà proprio a me. Ora mi viene un po' difficile utilizzare frasi così con tanta leggerezza. Tutti sappiamo che il motociclismo ha il suo carico di pericoli e tragedie, ma una vita non vale quanto una frase sputata al vento senza senso... Questo è il motociclismo. Io semplicemente direi... Questa è la vita! Fatta di sogni, felicità, ma anche di passioni e tragedie. Le moto non sono una fabbrica di gente compianta, è la vita, è il percorso che abbiamo ognuno di noi... C'è chi muore in moto, chi in macchina, chi d'infarto, chi di malattie... Esprimere quella frase lì sembra quasi 'O MUORI O VIVI' sopra una moto. Se si vive, si muore anche".

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Misano
Alessia Polita

I VOSTRI COMMENTI

diavoluccio - 14/04/14

Ci sono sports in cui si mette consapevolmente in gioco la propria vita, come il motociclismo ,l’automobilismo, il paracadutismo, etc. e forse è per questo che la morte di un motociclista ci impressiona di meno rispetto a quella di un calciatore ( per es. il povero Morosini), proprio perché in quello sport non era prevedibile morire….ma una vita è sempre una vita ed è un grande dono, hai voglia dire “è morto praticando la sua unica passione”, resta sempre la sensazione di un grande SPRECO

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