TEST IN PISTA

Ohvale: in pista con la GP-O, sognando la MotoGP

Un'alternativa economica, per proiettarti in un mondo ridimensionato in ogni misura, dalla moto, ai circuiti, fino a quello dei costi. E' la moto per chi non vuole rinunciare a divertirsi, a imparare, ad appassionarsi, ad andare forte

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MAX TEMPORALI

Temporali in sella alla Ohavale, Foto Sportmediaset

Dietro a questa piccola moto ci sono grandi persone, con esperienza infinita e un cuore appassionato grande così. Tutte provenienti da Aprilia, un'azienda di fede per chi là dentro ci è cresciuto scrivendo un pezzo di storia. Fra questi spicca il nome di Valerio Da Lio, il capitano della neonata squadra di Ohvale che, prima ha disegnato l'idea, poi si è fatto affiancare nientemeno che dall'ex progettista delle supersportive RSV2 e RSV4, Mariano Fioravanzo.

In un team così ambizioso era lecito arruolare “CaioPellizzon, il capo dei collaudatori da corsa attorno al quale sono cresciuti tutti i modelli Aprilia, dalla prima 125 fino arrivare alla sportivissima 1000 a 4 cilindri con cui ha vinto il titolo Max Biaggi nel 2012. Certamente fa effetto vedere che una parte dell'eccellenza dei tecnici italiani, anziché assorbiti da aziende colossal per occuparsi di progetti milionari, siano impegnati sul bonsai delle due ruote per trasferire tutto il loro know-how. E proprio per questo sarebbe sbagliato definire la loro creatura soltanto un bel “giocattolone”.

La GP-0 va considerata quindi una moto diversamente grande, ma in grado di trasferire emozioni e sensazioni “vere”, le stesse che provano i piloti bravi alla guida di veicoli convenzionali. Questa piccola GP nasce per offrire un'alternativa al mondo sportivo. Un'alternativa economica, per proiettarti in un mondo ridimensionato in ogni misura, dalla moto, ai circuiti, fino a quello dei costi. E' la moto per chi non vuole rinunciare a divertirsi, a imparare, ad appassionarsi, ad andare forte. Col vantaggio che piste e pistine, come kartodromi e motodromi, si trovano ovunque, in tutta Italia, vicine ad ogni provincia. Addio quindi alle trasferte chilometriche per arrivare in circuito alle quali spesso sei costretto ad attraversare un quarto d'Italia; addio ai 200 euro di pista, ai 300 di gomme e ai 50 per riempire la tanica della benzina. Per divertirti a cannone con l'Ohvale occorre molto meno. La carichi in auto, spendi un 20 per la pista e con un deca ci giri 4 ore. Il materiale di consumo? Gli slider della tuta, stop. Con le ruote da 10 pollici vai ovunque, in qualunque tracciato. E poi, la guida, è tecnica da morire. Si suda, si fatica, va gestita. Non è una minimoto, in sella ci stai comodo.

Pellizzon, che l'ha sviluppata, è alto un metro e 82… L'ergonomia è perfetta e la posizione è ok, solo che tutto ciò che ruota attorno al triangolo sella-pedane-manubrio è assolutamente contenuto negli ingombri. E' lunga meno di 1 metro e mezzo, larga 63 cm e alta 79, per un totale di 65 chili di peso. Il motore è un collaudatissimo jap a 4 tempi, 160 cc, a 4 marce, con 16 cavalli di burro che permettono di usare sempre gli stessi rapporti; cambiando un dente di pignone si rilevano appena 4 km/h di differenza! Ma sapete qual è la cosa bella? Che con l'Ohvale si impara. Un po' come guidare le vecchie 125 a 2 tempi, dove era importante trovare la posizione in sella corretta, per non sbilanciare la moto. Le regolazioni ci sono tutte, si può intervenire sulle sospensioni, ma anche sull'altezza del retrotreno come sulle moto importanti e, per il futuro, è già pronta la variazione dell'offset. La moto piccola e leggera sente ogni minima variazione di assetto, molto più di una moto grande. Variando la pressione delle gomme di 2 decimi di bar, in più o in meno, la guida cambia. Tradotto vuol dire imparare, fare scuola.

Se da una parte è importante per la crescita motociclistica dei giovani, dall'altra vuol dire divertirsi a lavorare, modificare, perché il “giocattolo”, come lo chiamereste voi, è molto professionale. Se poi l'idea è di partire per gradi, c’è anche la versione automatica: stesso telaio, identica ciclistica e componentistica, ma niente marce. E dai 3.980 euro il costo si abbatte di 300 euro. Al contrario, per gli sfiziosi c'è un mondo da scoprire, dall'ammortizzatore di sterzo, alla leva per l'uso del cambio al rovescio, al carburatore maggiorato da 26 mm (è di 24 mm l'originale), oltre alla carena in carbonio, al radiatore speciale e chi più ne ha più ne metta. Che è un po' come dire: volete la moto factory? Eccovi serviti. Sognando la MotoGP

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I VOSTRI COMMENTI

juveabomba - 17/10/13

ahah uno zip elaborato col 2fast gli da via

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Toff26 - 17/10/13

16 cavalli sono ridicoli!!! A questo punto tanto vale prendere un'aprilia RS 50 stradale e truccarla, in commercio esistono Kit che la fanno avvicinare a 25 cavalli..

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