MOTORI USA

Nascar, Jimmie Johnson lanciato verso il sesto titolo

Max Papis si deve accontentare di una comparsata come sostituto

  • Invia ad un amico
  • OkNotizie
  • Stampa
  • A A A

STEFANO GATTI

Nascar in azione (Afp)

Delle trentasei gare che compongono il calendario del campionato Nascar solo due si corrono su tracciati stradali. Le altre trentaquattro danno vita ad un'orgia ovale che parte a febbraio con la 500 Miglia di Daytona, fa tappa in piena estate ad Indianapolis per la 400 Miglia Brickyard, vinta alla fine di luglio da Ryan Newman su Chevrolet, per chiudere finalmente il cerchio (è proprio il caso di dirlo) a metà novembre dal punto di partenza: la Florida, Homestead-Miami in questo caso. Dove l'attuale leader della classifica generale Jimmie Johnson (Chevrolet Hendrick Motorsports) conta di festeggiare il suo sesto titolo dopo i cinque consecutivi messi in fila dal 2006 al 2010 e così - almeno nelle intenzioni - sigillare nel migliore dei modi una stagione iniziata con il successo a Daytona, doppietta gia' riuscita al campione californiano nel 2006.

Johnson è uscito indenne dai due appuntamenti stradali di cui si diceva all'inizio, i soli durante i quali i piloti devono girare il volante anche a destra ... Un problema in più, non fosse altro che per la scarsa abitudine ... Le variabili impazziscono se all'eterogeneità delle curve si aggiunge la varietà del profilo altimetrico come è successo alla fine di giugno sui saliscendi del tracciato californiano di Sonoma e domenica 11 agosto a Watkins Glen, stato di New York, un tempo sede del Gran Premio degli Stati Uniti di Formula Uno. A cavarsela meglio di tutti - centrando la vittoria - è stato a Sonoma Martin Truex Jr. (Toyota) che ha confermato la sua buona attitudine sui tracciati misti salendo ancora sul podio - questa volta al terzo posto - nella gara vinta da Kyle Busch (lui pure su Toyota) in mezzo ai caratteristici guard-rail azzurri del Glen, "baciati" malvolentieri da campioni di chiarissima fama come il quattro volte campione Nascar Jeff Gordon (tra l'altro in passato specialista degli stradali) oppure piloti in rapida crescita come Marcos Ambrose che era scattato dalla pole position con la sua Ford ed è finito ko in un incidente nel quale è rimasto coinvolto anche Max Papis. Chiamato a guidare la Chevrolet numero 14 dell'infortunato Tony Stewart (un altro big della specialità) in virtù delle caratteristiche del tracciato e della sua formazione europea, il pilota italiano che fa tempo vive e corre negli USA se l'è cavata piuttosto bene, risalendo dalla 29esima piazza sullo schieramento di partenza alla quindicesima davanti alla bandiera a scacchi. Non male, se si pensa che le stock cars al via erano quarantatre. Peccato solamente che ora il campionato torni ai circuiti ovali e che per sostituire ancora Stewart lo Stewart-Haas Racing abbia già preferito a Papis Austin Dillon, attualmente leader della Nationwide Series, la serie B della Nascar, o meglio il campionato nel quale maturano le future stars della serie maggiore.

TAGS:
Nascar
Jimmie Johnson
Kyle Busch
Tony Stewart
Max Papis

I VOSTRI COMMENTI

chatruc - 15/08/13

Complimenti per l'ottimo servizio. L'ho visto l'altro giorno nell'edizione dell'una e non potevo crederci che stavate parlando di NASCAR. Chissà se un giorno Mediaset non si lancia a trasmettere NASCAR e altre competizione USA, magari sulla falsariga di quanto capiterà con la NFL su Italia 2.

segnala un abuso