CONCERTO-EVENTO

David Gilmour, la chitarra dell'ex Pink Floyd incanta Pompei 45 anni dopo

L'artista 70enne ha riproposto i brani più importanti della carriera davanti a più di tremila fan in estasi

Ansa

Sono passati ben 45 anni da quando le sembianze di David Gilmour erano quelle di un angeloe dall'evento "Pink Floyd live at Pompei". Ed eccolo di nuovo, chitarra in mano, esibirsi nella grande arena dell'Anfiteatro della città antica. Dove i suoi 3.170 fan, che hanno pagato un biglietto molto più caro dei seguaci romani e di Verona, si sono messi in fila più di due ore prima dell'ingresso agli Scavi.

La scaletta è stata rispettata fino al terzo brano: "5 A.M.", poi "Rattle that Lock" con le suggestive immagini di un angelo caduto e, terzo, "Faces of Stone". I Fan attendevano "Wish you were here", ma il programma è cambiato e, dopo "What do you Want from me" e "The Blue", nel grande schermo alle spalle del palco, un enorme telo rotondo sono scivolate immagini di gigantesche onde... Musica e voci per "Great gig in the sky".

David ha più volte ringraziato al microfono e poi si è sibito in "A boat Lies Waiting", prima di infiammare la folla con l'atteso Pink Floyd sound scritto insieme con Roger Waters e dedicato a Syd Barrett. E, finalmente, "Wish you were here". Nell'arena una pioggia di luci dai cellulari ha costantemente accompagnato l'esibizione del ''David pompeiano''. E tra la folla gli ex bambini di Pompei che hanno raccontato con voce tremante di emozione quei loro 15 anni, quando, per un filone a scuola, scoprirono che negli scavi c'era una troupe ed era quella dei Pink Floyd. Era il 1971, si stava girando 'Live at Pompei', del regista Adrian Maben. L'emozione si è ripetuta.

Il tributo di Pompei a Gilmour non si è risolto nell'abbraccio degli Scavi. Prima del concerto-evento, il sindaco Ferdinando Uliano ha conferito al musicista la cittadinanza onoraria, un'iniziativa nata dall'impegno dell'Associazione Live at Pompeii che ha lanciato una petizione affinché l'artista ricevesse le chiavi della città. "It's nice to be home again" (è bello essere di nuovo a casa) ha scritto un'emozionato Gilmour nel libro degli ospiti d'onore della città.

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